Pandemie 10 Ottobre 2024 11:14

Covid-19, rischio di infarto e ictus: “Aumenta tra chi ha un gruppo sanguigno A, B e AB”

Gli studiosi hanno dimostrato che il rischio di infarto, ictus e morte (per tutte le cause) era più di due volte superiore tra gli adulti che hanno avuto il Covid, e quasi quattro volte superiore tra quelli ricoverati per Covid
di I.F.
Covid-19, rischio di infarto e ictus: “Aumenta tra chi ha un gruppo sanguigno A, B e AB”

Il rischio di infarto e di ictus resta aumentato fino a tre anni dal Covid anche per coloro che hanno contratto il virus in forma  lieve. Tuttavia, esiste una ‘scala di valori’: a rischiare di più sono coloro che hanno sperimentato una forma più grave della malattia e le persone con i gruppi sanguigni A, B e AB, pari al 60% della popolazione mondiale. A rivelarlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology, condotta tra Cleveland Clinic e Università della California Meridionale. Gli studiosi hanno dimostrato che durante un periodo di osservazione di quasi tre anni, il rischio di infarto, ictus e morte (per tutte le cause) era più di due volte superiore tra gli adulti che hanno avuto il Covid, e quasi quattro volte superiore tra quelli ricoverati per Covid, rispetto al gruppo senza storia di infezione da Sars-CoV-2. Lo studio ha rilevato che per i pazienti ospedalizzati per Covid, l’infezione rappresenta addirittura un fattore di rischio cardiovascolare più determinante rispetto ad una precedente storia di malattie cardiache.

Analizzati i dati di oltre 10mila persone

Un’analisi genetica più approfondita ha inoltre mostrato che, rispetto agli individui con un gruppo sanguigno diverso da 0, quelli di gruppo A, B o AB (che sono anche più suscettibili a contrarre l’infezione), avevano maggiori probabilità di un evento cardiovascolare avverso dopo il Covid. I ricercatori hanno utilizzato i dati della Uk Biobank su oltre 10mila persone che avevano contratto il Covid e 217.730 persone che non erano state infettate tra febbraio e dicembre 2020 (prima che fossero disponibili i vaccini). “Più di un miliardo di persone in tutto il mondo ha già avuto il Covid”, dice Stanley Hazen, co-autore senior. “I risultati indicano una scoperta di importanza globale per la sanità che, probabilmente, si tradurrà in un aumento delle malattie cardiovascolari a livello globale. Questi risultati rivelano che, sebbene sia un’infezione del tratto respiratorio superiore, il Covid ha una varietà di  implicazioni per la salute e sottolineano che dovremmo considerare la storia di una precedente infezione da Covid quando formuliamo piani e obiettivi di prevenzione delle malattie  cardiovascolare, conclude Hazen.

 

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