Salute 14 Novembre 2024 13:52

Neuropsichiatri Sinpia: dal 25% al 50% dei prematuri presenta disturbi del neurosviluppo

Dal 25 al 50% dei nati pretermine può presentare disturbi del neurosviluppo. A evidenziarlo è la Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, che in occasione della Giornata mondiale della prematurità, ribadisce l'importanza dell'intervento precoce
Neuropsichiatri Sinpia: dal 25% al 50% dei prematuri presenta disturbi del neurosviluppo

Dal 25 al 50% dei nati pretermine può presentare ritardi di sviluppo, disabilità cognitiva, problemi comportamentali, deficit dell’attenzione e/o iperattività, difficoltà di regolazione delle emozioni, disturbo dello spettro autistico. A evidenziarlo è la Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia), che in occasione della Giornata mondiale della prematurità 2024 ribadisce l’importanza dell’intervento precoce per promuovere plasticità cerebrale e funzioni motorie, sensoriali, comunicativo-linguistiche, cognitivi ed emotivo-relazionali di ogni nato pretermine.

In Italia nascono 24mila bambini prematuri all’anno

Oggi nel mondo circa 1 neonato su 10 nasce prima delle 37 settimane gestazionali, necessarie a completare maturazione e sviluppo nell’utero. In Italia sono 24mila, intorno al 6,3% del totale delle nascite. Il 75,3% tra la 34° e la 36° settimana, circa l’1% i nati sotto le 32. “A fronte di una riduzione delle gravità delle problematiche motorie e cognitive (paralisi cerebrali, disabilità intellettiva grave) assistiamo ad un aumento di problemi legati a coordinazione motoria, funzioni attente, esecutive e di apprendimento, comunicativo-linguistiche, emotivo-relazionali e sociali”, spiega Elisa Fazzi, presidente Sinpia. Nel neonato pretermine il sistema nervoso, che si sviluppa e matura in un ambiente molto diverso da quello fisiologico, si trova in qualche modo “impreparato” ad affrontare la vita extrauterina, andando incontro a fenomeni lesionali e/o dismaturativi.

Fondamentale la protezione dello sviluppo cerebrale dei neonati pretermine

“L’impatto di questi deficit – sottolinea Simona Orcesi, membro diretto Sinpia – può essere molto significativo su individui e sulle famiglie e per i costi a carico dell’assistenza sanitaria pubblica, soprattutto perché si tratta di problematiche le cui conseguenze rischiano di rimanere per tutta la vita”. La past president Sinpia Antonella Costantino evidenzia: “La protezione dello sviluppo cerebrale nei neonati pretermine è fondamentale, perché il cervello in questa precoce fase evolutiva ha una caratteristica determinante che è la sua plasticità”. Neuroplasticità che, conclude Fazzi, “fa sì che le caratteristiche delle esperienze e delle relazioni precoci siano fondamentali per lo sviluppo cerebrale del neonato pretermine, così come qualità delle cure neonatali e intervento precoce, mediato dalla relazione con i genitori e con la famiglia, primo e ambiente fisiologico in cui un neonato cresce”.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Giornata contro i tumori infantili, in Italia 2.200 diagnosi l’anno. Airc rinnova il suo impegno per la ricerca

Fondazione AIRC nel 2025 ha finanziato più di 70 progetti, tra cui uno studio sul rabdomiosarcoma pediatrico. La storia di Giulio, guarito da adolescente, oggi medico in formazione
di Redazione
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Salute

Giornata Mondiale dell’Abbraccio: quando il contatto cura più di quanto immaginiamo

Studi neuroscientifici e psicologici rivelano come l’abbraccio attivi ossitocina, riduca cortisolo e rafforzi le difese immunitarie, offrendo una risposta concreta all’isolamento emotivo d...
di Arnaldo Iodice