Senza delle politiche attive di prevenzione globale, nei prossimi 25 anni, le nuove diagnosi di tumore al seno aumenteranno di circa il 39%, mentre i decessi connessi alla neoplasia del 64%. A mettere in guardia è l’International Agency for Research on Cancer (IARC) attraverso uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine. Il tumore al seno è oggi la neoplasia femminile più diffusa: colpisce ogni anno 2,3 milioni di donne e si stima che una su 20 svilupperà il tumore nel corso della vita. La sua diffusione è però ulteriormente in crescita e, secondo lo studio, se il trend sarà confermato, nel 2050 i nuovi casi annui saranno 3,2 milioni, mentre i decessi saliranno a 1,1 milioni rispetto ai 670 mila attuali.
“Abbiamo studiato l’onere globale attuale – con riferimento al 2022 – e futuro – con una proiezione al 2050 – del cancro al seno femminile in generale e per fascia d’età, in 185 paesi utilizzando il database GLOBOCAN e le tendenze decennali nei tassi di incidenza e mortalità in 50 e 46 paesi, rispettivamente, utilizzando i database Cancer Incidence in Five Continents plus e World Health Organization mortality – scrivono gli autori nell’abstract dello studio -. A livello globale, nel 2022 si sono verificati 2,3 milioni di nuovi casi e 670mila decessi per cancro al seno femminile. I tassi annuali sono aumentati dell’1-5% in metà dei paesi esaminati. I tassi di mortalità sono diminuiti in 29 paesi con un indice di sviluppo umano (HDI) molto alto e sette paesi (tra cui Belgio e Danimarca) stanno raggiungendo l’obiettivo della Global Breast Cancer Initiative di almeno un calo del 2,5% ogni anno”.
“Ogni minuto, quattro donne in tutto il mondo ricevono una diagnosi di tumore al seno e una muore a causa della malattia – afferma Joanne Kim, una delle autrici del rapporto -. E queste statistiche stanno peggiorando”. Lo studio prevede che l’aumento dei casi riguarderà soprattutto i Paesi a basso reddito, dove la qualità dell’assistenza e le probabilità di sopravvivenza alla malattia sono più esigue. Ad oggi, stima lo studio, nei Paesi ricchi per ogni 100 donne che ricevono una diagnosi di tumore al seno, 83 sopravvivono alla malattia. Nei Paesi poveri, la percentuale scende a 44. “La differenza – spiega il rapporto – è legata all’assenza di screening, al ritardo nella diagnosi e alla mancata disponibilità di una gestione adeguata della malattia”. Isabelle Soerjomataram, vicedirettore della Divisione Sorveglianza del cancro dello IARC è convita che “i continui progressi nella diagnosi precoce e un migliore accesso al trattamento sono essenziali per colmare il divario globale nel cancro al seno ed a garantire che l’obiettivo di ridurre la sofferenza e la morte per questo tumore venga raggiunto da tutti i Paesi del mondo”.
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