Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Gravidanza e Maternità 17 Gennaio 2019

Fecondazione assistita: con la diagnosi preimpianto meno aborti e gravidanze multiple

Diagnosi genetica preimpianto: indicazioni e controindicazioni

di Isabella Faggiano

CHE COS’È LA DIAGNOSI GENETICA PRE IMPIANTO?

«La diagnosi genetica preimpianto consente di analizzare il contenuto cromosomico degli embrioni prima di essere trasferiti nell’utero». È Maria Giulia Minasi, responsabile del laboratorio di Medicina della Riproduzione dell’European Hospital di Roma, a descrivere potenzialità e limiti di questa tecnica.

A CHI È CONSIGLIATA?

La diagnosi preimpianto non è consigliata esclusivamente a chi ha problemi di fertilità: «È in grado di diagnosticare malattie genetiche e, di conseguenza – ha spiegato Minasi – rappresenta uno strumento molto utile per quelle coppie che, pur essendo fertili, sono portatori di patologie,  hanno un figlio affetto da una particolare malattia o hanno dovuto interrompere gravidanze passate per gravi anomali fetali». Per le coppie infertili, invece, la stessa diagnosi genetica ha una seconda utilità: aumentare la possibilità di impianto degli embrioni. «Questa analisi  – ha specificato la responsabile del laboratorio di Medicina della Riproduzione dell’European Hospital di Roma – permette di individuare la quantità di cromosomi: un’anomalia nel loro numero aumenta i fallimenti dell’impianto e le probabilità di aborto. Inoltre, tali anomalie cromosomiche crescono all’aumentare dell’età materna e, pertanto, la diagnosi preimpianto è stata proposta come tecnica da utilizzare per donne che desiderano un figlio in età avanzata. È utile anche in casi di aborti ripetuti, di tecniche di fecondazione assistita fallite più volte o quando l’infertilità maschile è legata a parametri seminali molto severi».

LEGGI ANCHE: FECONDAZIONE ETEROLOGA, LE DONNE ITALIANE NON DONANO GLI OVULI

MENO ABORTI E GRAVIDANZE MULTIPLE

«La discussione in letteratura su quando utilizzare o non utilizzare questa tecnica – ha continuato l’esperta – è ancora molto accesa. Di certo, la diagnosi preimpianto per le anomalie cromosomiche consente di aumentare i tassi di gravidanza per transfer e riduce il rischio di aborti e di gravidanze multiple. Per questo, è importante che i centri di procreazione assistita informino sempre i pazienti della sua esistenza, mettendoli in condizione di scegliere liberamente».

I CENTRI DI PROCREAZIONE ASSISTITA

E prima di prendere una decisione definitiva sarà meglio conoscere anche controindicazioni. Ci sono dei rischi per l’embrione analizzato? «La tecnica utilizzata – ha risposto Maria Giulia Minasi – è considerata invasiva. Prima di effettuarla è necessaria coltivare l’embrione fino allo stadio di blastocisti, lo stadio più avanzato che si può ottenere e che si raggiunge tra il quinto e il settimo giorno di coltura in vitro. Dopodiché, con una pipetta e con l’aiuto del laser, verrà staccato un pezzettino delle cellule più esterne, quelle che in futuro andranno a formare la placenta, evitando di toccare quelle interne, dalle quali si originerà il feto. È stato dimostrato che staccando questa parte esterna non c’è impatto sull’embrione. Ma è necessario che questa tecnica venga effettuata da mani esperte – ha concluso la specialista -,  in centri in cui la diagnosi preimpianto è una prassi frequente».

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Social vietati agli under 16: “La legge da sola non basta, l’85% degli adolescenti la raggira”

Lo dimostra uno studio australiano su oltre 400 adolescenti. Per gli esperti il problema non è tanto la norma quanto la difficoltà di applicarla: molti ragazzi aggirano facilmente i cont...
di Isabella Faggiano
Salute

Vitamina D, lo studio: il sole estivo non basta per tutti

Una ricerca dell’Università di Newcastle mette in discussione l’idea che l’estate sia sufficiente a ripristinare livelli sani di vitamina D, soprattutto tra anziani e minoranz...
di Arnaldo Iodice
Advocacy e Associazioni

“Il caregiver non è un visitatore”: dal Garante una Raccomandazione per garantire l’accesso alle cure alle persone con disabilità

L'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità chiede regole uniformi in tutta Italia per riconoscere il ruolo del caregiver durante ricoveri, visite ed esami
di Isabella Faggiano
Salute

Dai baci alla tavola: così la convivenza modella il microbioma

Convivere non significa soltanto condividere spazi, abitudini e stili di vita. Secondo un nuovo studio, chi vive sotto lo stesso tetto condivide una quota significativa di microbi intestinali e orali,...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Disabilità, dal progetto di vita all’intelligenza artificiale: ecco cosa cambia con il nuovo Piano di Azione

Speziale (Anffas): "Si passa da un approccio basato sulla protezione e sull'assistenza a un sistema fondato sui diritti umani e sulla centralità della persona"
di Isabella Faggiano