Salute 13 Settembre 2019 10:43

Violenze agli operatori, le richieste alla politica di medici e infermieri in occasione della Giornata nazionale

A Bari conferenza stampa FNOMCeO – FNOPI per ricordare tutti gli operatori sanitari che hanno subito aggressioni. Anelli e Mangiacavalli: «Fare al più presto qualcosa». Tra le richieste i requisiti minimi di sicurezza delle sedi e la rapida approvazione del ddl che inasprisce le pene

di Giulia Cavalcanti inviata a Bari
Violenze agli operatori, le richieste alla politica di medici e infermieri in occasione della Giornata nazionale

«Sei anni fa, a poche centinaia di metri da qui, la dottoressa Paola Labriola fu uccisa con 70 coltellate da un paziente che stava visitando. Oggi siamo qui per ricordare lei e tutti gli operatori sanitari che hanno subito aggressioni. E per sottolineare che le parole pronunciate dalle istituzioni in quella tragica occasione, sei anni dopo, non hanno ancora trovato attuazione». Da Bari, Filippo Anelli, presidente della federazione dei medici FNOMCeO, apre così la conferenza stampa dedicata alla Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e, insieme alla presidente della Federazione degli infermieri (FNOPI) Barbara Mangiacavalli, rivolge l’ennesimo appello alle istituzioni: «Bisogna fare qualcosa per evitare che questi episodi continuino a registrarsi nei Pronto soccorso e nei reparti degli ospedali italiani».

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AI CAMICI BIANCHI, A NAPOLI VERTICE FNOMCeO- OMCeO. SCOTTI: «»SPERIAMO IN CELERE RISPOSTA LEGISLATIVA»

«Siamo stanchi di interventi palliativi del qui e ora. Serve un’operazione strutturale che intervenga sulle cause», commenta Mangiacavalli.

Sono sintetizzabili in 5 punti le richieste che i professionisti della salute indirizzano al nuovo ministro Roberto Speranza:

  1. Un decreto legge che intervenga subito, inasprendo le pene e permettendo la procedibilità d’ufficio, oltre alla messa in sicurezza di tutte le strutture sanitarie nonché la presenza di un presidio di pubblica sicurezza nei pronto soccorso;
  2. Il ripristino dell’Osservatorio contro la violenza agli operatori sanitari, già istituito dalla Ministra Lorenzin, per la revisione della raccomandazione n. 8 ed il monitoraggio degli episodi di violenza;
  3. La definizione da parte della Sisac e dei sindacati dei requisiti di sicurezza delle sedi di guardia medica e la revisione della organizzazione del servizio di continuità assistenziale;
  4. Un percorso formativo per gli operatori dell’emergenza urgenza e dei medici di continuità assistenziale finalizzato a prepararli alla prevenzione e gestione degli episodi di violenza;
  5. Provvedimenti di tutela assicurativa degli operatori sanitari per il risarcimento dei danni e delle lesioni conseguenti ad episodi di violenza.

Intanto, FNOMCeO e FNOPI hanno presentato un corso di formazione a distanza gratuito per insegnare ai professionisti come riconoscere una persona che sta per perdere il controllo. Si chiama C.A.R.E., che in inglese significa prendersi cura, ma che è anche acronimo di Consapevolezza, Ascolto, Riconoscimento, Empatia.

«Videocamere e poliziotti possono fermare i criminali, ma non gli emotivamente disturbati, autori della stragrande maggioranza delle aggressioni nei confronti di medici e professionisti sanitari – dichiara lo psichiatra Massimo Picozzi, autore del corso -. Dalla nascita dello stato italiano, nel nostro Paese non si sono mai registrati cosi pochi crimini violenti. Ma non ci sono mai stati così tanti fenomeni di violenza e rabbia. E chi lavora in sanità, è esposto cinque volte di più a questi episodi rispetto ad altri professionisti. Questo corso quindi, composto da video e simulazioni, è particolarmente indicato per imparare a disinnescare possibili situazioni di pericolo».

Impressionanti i numeri che sono stati presentati: l’89,6% degli infermieri – in prima linea ad esempio nel triage ospedaliero – è stato vittima di violenza fisica/verbale/telefonica o di molestie sessuali da parte dell’utenza sui luoghi di lavoro: nel 43,1% dei casi si tratta di lancio di oggetti e sempre nel 43,1% di casi di sputi verso l’operatore sanitario, ma a seguire (39,1%) ci sono graffi, schiaffi e pugni (37,2%), tentata aggressione (36,6%) spintoni (35,4%), calci (26,2%). Le violenze verbali sono state registrate nel 26,6% dei casi per più di 15 volte, ma nel 35,7% tra 4 e 15 volte e nel 31,9% dei casi da una a tre volte.

I medici contano una media di 3 aggressioni al giorno. Solo la punta dell’iceberg, sottolineano: molti medici e infermieri non denunciano, per pudore, per vergogna, per timore di ritorsioni, perché ci si è abituati alla violenza. Secondo un recente sondaggio Anaao Assomed, il maggior sindacato degli ospedalieri, il 65% dei medici dice di essere stato vittima di aggressioni, il 66,19% ha subito aggressioni verbali, il 33,81% ha subito aggressioni fisiche. La percentuale di chi è stato aggredito sale all’80% per i medici in servizio nei Pronto soccorso e al 118.

Insomma, la violenza è un problema che condiziona sempre di più l’attività di medici, infermieri e operatori sanitari. Ma che ha conseguenze anche sull’assistenza: chi subisce violenze ha poi un calo di attenzione, difficoltà di concentrazione per l’intero turno, paura e rabbia, tende a delegare le proprie attività verso l’utente a un altro collega e arriva anche a soffrire di un comportamento di esclusione tale da compromettere l’esecuzione dei propri compiti. Insomma, per coniare la campagna di comunicazione lanciata dall’ordine dei medici si bari, “e poi, la vita chi te la salva?”.

Articoli correlati
8 marzo, FNOMCeO: «Maggioranza medici è donna. Modelli organizzativi ne tengano conto»
Per il presidente Filippo Anelli non è accettabile che il 75% delle assenze per maternità non venga coperto: «Questo significa che ogni gravidanza va irrimediabilmente a pesare sulle spalle dei colleghi che rimangono in servizio»
Giornata personale sanitario, dal Covid-19 all’aviaria: le parole dei protagonisti
Nella cerimonia che si è svolta presso la Pontificia Università San Tommaso D'Aquino anche il monito del vicepresidente CEI Francesco Savino: «Il diritto alla salute negato è una violenza». Dal presidente FNOMCeO Filippo Anelli l’allarme sulla carenza di personale: «Le Case di Comunità rischiano di non aprire»
Medici stranieri assunti «in deroga», Anelli (Fnomceo) perplesso scrive a Mattarella
Il presidente di Fnomceo Anelli scrive una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sollecitare l'attenzione sulla normativa che permette l'impiego di medici extracomunitari in deroga al normale iter di riconoscimento dei titoli e all'obbligo di iscrizione all'ordine
Appello FNOMCeO a tutte le forze politiche: «Rilanciare il Servizio sanitario nazionale»
Anelli: «L’auspicio è che il nuovo Parlamento e il nuovo Governo siano sempre attenti alle tematiche relative alla salute dei cittadini e al lavoro dei professionisti della sanità»
Formazione ECM: «Fino a 6 mesi di sospensione per chi non è in regola»
Rossi (OMCeO Milano): «Mancato aggiornamento rischioso da un punto di vista medico legale e assicurativo». Boldrini (Pd): «La formazione continua è diventata ancora più importante con il Covid». Filippini (OPI Varese): «Sarà necessario agire con un sistema punitivo anche se non ci piace»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Porpora trombotica trombocitopenica. ANPTT Onlus celebra la III Giornata nazionale

Evento “WeHealth” promosso in partnership con Sanofi e in collaborazione con Sics Editore per alzare l’attenzione sulla porpora trombotica trombocitopenica (TTP) e i bisogni ancora i...
Salute

Tumori: boom di casi nei paesi occidentali. Cinieri (Aiom): “Prevenzione attiva per ridurre carico della malattia”

Nel 2024 negli USA, per la prima volta nella storia, si supera la soglia di 2 milioni di casi di tumore. Una crescita importante, comune a tutti i Paesi occidentali. Per Saverio Cinieri, presidente di...
Salute

Tumore del polmone non a piccole cellule di stadio precoce e avanzato: lo stato dell’arte di nivolumab

Sono stati presentati al recente Congresso ASCO gli aggiornamenti degli studi relativi all’impiego di nivolumab nel tumore del polmone non a piccole cellule di stadio precoce e avanzato. Il quad...
Advocacy e Associazioni

Cirrosi epatica, i pazienti chiedono meno burocrazia e maggior accesso al teleconsulto

Nella nuova puntata di The Patient Voice, Ivan Gardini (EpaC Ets), Ilenia Malavasi (Affari Sociali) e Francesca Ponziani (Pol. Gemelli)