Mondo 14 Gennaio 2019 14:10

Migranti e malattie, la Commissione UCL-The Lancet: «Binomio che serve solo a giustificare politiche di esclusione»

Frutto di due anni di lavoro e della collaborazione tra l’università di Londra e la celebre rivista scientifica, la Commissione ha condotto lo studio più completo sul legame tra migrazione e salute, invitando i governi a promuovere la salute nella mobilità globale

Migranti e malattie, la Commissione UCL-The Lancet: «Binomio che serve solo a giustificare politiche di esclusione»

Sarà probabilmente una delle questioni su cui gli storici del futuro si soffermeranno più a lungo. E, stando così le cose, uno dei fenomeni per cui il ventunesimo secolo verrà ricordato, nel bene e nel male, sotto ogni possibile punto di vista e di analisi. Quelle dei migranti sono storie che ormai quotidianamente riempiono giornali, talk televisivi, social network e le bocche di tutti. Nel mondo un miliardo di persone, nel 2018, è emigrato. La maggior parte è rimasta nel suo Paese, mentre sono andati all’estero 258 milioni di persone. I rifugiati sono 22 milioni; coloro che sono stati costretti a spostarsi per guerre, disastri naturali e cambiamenti climatici 40 milioni. E al contrario di ciò che dicono i Paesi più ricchi, quello migratorio è un fenomeno che colpisce soprattutto i Paesi più poveri.

Avendo presente questi numeri, in Inghilterra ci si è domandato quali potessero essere le conseguenze delle migrazioni sulla salute. Dalla collaborazione tra lo University College London (UCL) e la rivista scientifica The Lancet, è quindi nata una Commissione su migrazione e salute, con l’obiettivo di presentare a governi, agenzie internazionali e professionisti evidenze volte a promuovere la salute nella mobilità globale. È il risultato di un progetto di due anni, condotto da 20 esperti mondiali provenienti da 13 Paesi. Include l’analisi di nuovi dati e ricerche originali, e rappresenta lo studio più completo sulle evidenze disponibili. Il report è stato presentato alla recente Conferenza intergovernativa delle Nazioni Unite sul Global Compact.

Uno dei primi documenti pubblicati affronta lo stereotipo del migrante che porta le malattie. «Si tratta di miti dilaganti e pericolosi per gli individui e la società – scrive la Commissione -. Sono notizie infondate che hanno permesso ai governi di molti Paesi di introdurre politiche ostili e restrittive, inclusi la detenzione di migranti al confine statunitense o il rifiuto di cure mediche da parte del servizio sanitario britannico».

LEGGI ANCHE: ECM, FNOMCEO E OIS: SALUTE E MIGRANTI, UN CORSO GRATUITO PER TUTTI I MEDICI

«In realtà – prosegue la Commissione – non c’è alcuna associazione sistematica tra migrazione e malattie infettive, e i dati ci dicono che il rischio di trasmissione dalla popolazione migrante a quella ospitante è basso. Gli esempi recenti di diffusione di patogeni resistenti, al contrario, sono riconducibili più ai viaggi, al turismo internazionale e al movimento del bestiame, che alle migrazioni».

La Commissione chiede quindi ai governi di migliorare l’accesso dei migranti ai servizi, rafforzandone il diritto alla salute e combattendo i principali fattori che influiscono sul loro benessere fisico e psicologico, inclusi razzismo e discriminazione. Inoltre, la Commissione evidenzia i rischi della paura dell’espulsione dal Paese che li ospita, che può portarli a «non rivolgersi agli ospedali o ai medici in caso di bisogno, mettendo a rischio la propria salute e la salute pubblica. Medici e operatori sanitari non devono sentirsi agenti dell’immigrazione, ma devono lavorare per assicurare salute a tutti».

«Il modo in cui il mondo affronterà le migrazioni – commenta infine il presidente della Commissione Ibrahim Abubakar – determinerà la salute pubblica e la coesione sociale dei prossimi decenni. La creazione di sistemi di salute che integrino anche gli immigrati porterà benefici a tutta la comunità, con migliori risultati e risvolti positivi per tutta la popolazione».

LEGGI ANCHE: MARCO SIMONELLI (OIS): «PER I MEDICI ITALIANI NON È UN PROBLEMA CURARE I MIGRANTI. MA SI RICHIEDONO COMPETENZE SPECIFICHE E FORMAZIONE»

 

Articoli correlati
Diabete. Fand ai medici di famiglia: “Applicare la Nota 100 di Aifa”
I diabetologi denunciano la “mancata applicazione di quanto previsto in materia di compilazione del Piano Terapeutico da parte dei medici di medicina generale sul territorio sta provocando disagi ai pazienti” e invitano Fimmg e Simg a vigilare sui propri iscritti
di Redazione Sics
L’Intelligenza artificiale conquista l’Healthcare: cresce l’impiego in ricerca, diagnosi e cura
In occasione della Milano digital Week confronto tra protagonisti di design, Ai e digitale sull’impiego in sanità. Dalle app che dialogano con i pazienti, ai software che fanno interagire le strutture sanitarie, ma resta aperto il quesito sul consenso dei dati
Scandalo ginnastica ritmica. L’esperto: «La dieta degli atleti sia elaborata insieme al nutrizionista»
A parlare è il dott. Emilio Buono, nutrizionista sportivo di campioni d’élite e formatore professionale. Dal 1° novembre online il nuovo corso Consulcesi sul tema della nutrizione nello sport
Scandalo ginnastica ritmica, il monito dei medici: «Non sottovalutare i rischi della triade dell’atleta»
Gli specialisti di Medicina dello sport dell'Auxologico Irccs invitano genitori e tecnici a non sottovalutare magrezza, amenorrea e osteoporosi che possono creare danni immediati e a lungo termine oltre ai traumi psicologici che possono provocare anoressia e bulimia
Malaria in Africa: perché la maggior parte dei paesi non l’ha ancora sconfitta?
La malaria rimane una delle malattie parassitarie più devastanti che colpiscono gli esseri umani. Nel 2020 si sono registrati circa 241 milioni di casi e 672.000 decessi
di Stefano Piazza
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

III GIORNATA NAZIONALE PORPORA TROMBOTICA TROMBOCITOPENICA: Le istanze dei pazienti

Pur essendo una patologia invalidante, e con una percentuale di morte che può arrivare al 90% se non trattata, chi ne è affetto non viene ancora seguito in tutta Italia in aderenza con l...
Salute

Tumori: boom di casi nei paesi occidentali. Cinieri (Aiom): “Prevenzione attiva per ridurre carico della malattia”

Nel 2024 negli USA, per la prima volta nella storia, si supera la soglia di 2 milioni di casi di tumore. Una crescita importante, comune a tutti i Paesi occidentali. Per Saverio Cinieri, presidente di...
Politica

Liste di attesa addio? La risposta del Consiglio dei Ministri in due provvedimenti

Ieri il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente, Giorgia Meloni, e del Ministro della salute, Orazio Schillaci, ha approvato due provvedimenti, un decreto-legge e un disegno di legge, che i...
Salute

Tumore del polmone non a piccole cellule di stadio precoce e avanzato: lo stato dell’arte di nivolumab

Sono stati presentati al recente Congresso ASCO gli aggiornamenti degli studi relativi all’impiego di nivolumab nel tumore del polmone non a piccole cellule di stadio precoce e avanzato. Il quad...