Nutri e Previeni 7 Marzo 2025 15:18

Grassi saturi VS insaturi, sostituire 10 g di burro al dì con oli vegetali riduce la mortalità del 17%

Per condurre questo studio sono stati analizzati i dati sulla dieta di 221.054 persone seguite per oltre 30 anni, con follow up ogni quattro anni
Grassi saturi VS insaturi, sostituire 10 g di burro al dì con oli vegetali riduce la mortalità del 17%

Sostituire 10 grammi di burro al giorno, una dose pari a meno di un cucchiaio da tavola, con un identico introito calorico da oli vegetali permetterebbe di ridurre del 17% i decessi per cancro e la mortalità generale. L’olio d’oliva, così come altri oli vegetali, si rivela ancora una volta un ottimo alleato di salute. A spiegare gli effetti che questi alimenti hanno sulla longevità è uno studio pubblicato su Jama  Internal Medicine: le persone che consumano dosi più elevate di burro sono a maggior rischio di morte per tumori e altre malattie. La ricerca è stata condotta da ricercatori del Mass General Brigham, della Harvard T.H. Chan School of Public Health e del Broad Institute del MIT e di Harvard a Boston. La riduzione del 17% della mortalità generale è “un effetto piuttosto enorme sulla salute”, commenta l’autore principale Yu Zhang. A fare la differenza tra il burro e l’olio è la la tipologia di acidi grassi contenuti: il primo è ricco di acidi grassi saturi, mentre gli oli vegetali hanno più acidi grassi insaturi.

Acidi grassi saturi VS insaturi

“Negli ultimi decenni – scrivono i ricercatori nell’introduzione dello studio – gli effetti sulla salute degli acidi grassi alimentari sono stati ampiamente studiati. È ben noto che la sostituzione degli acidi grassi saturi con acidi grassi insaturi conferisce sostanziali benefici per la salute, in particolare nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Tuttavia, le principali fonti alimentari di acidi grassi contengono un mix di grassi e le scelte dietetiche si basano in genere su cibi integrali piuttosto che su singoli acidi grassi. Il burro, ricco di grassi saturi, e gli oli vegetali, ricchi di grassi insaturi, rappresentano due categorie distinte con impatti potenzialmente diversi sulla salute”.

Burro e oli vegetali: cosa sappiamo finora su rischi e benefici

“Mentre il burro è stato tradizionalmente collegato a esiti avversi per la salute, in particolare al rischio cardiovascolare, studi recenti hanno prodotto risultati contrastanti sul consumo di burro e sulla mortalità”, aggiungono gli autori. Inoltre, la maggior parte delle prove scientifiche che abbiamo attualmente a disposizione “si concentra sull’olio d’oliva e gli studi su altri oli sono limitati”, evidenziano. Ed è proprio partendo da questi presupposti che i ricercatori hanno ipotizzato come “l’assunzione di burro fosse associata a una maggiore mortalità per tutte le cause, per malattie cardiovascolari e cancro, mentre gli oli a base vegetale fossero associati a una minore mortalità. Inoltre – sottolineano – abbiamo ipotizzato che la sostituzione del burro con oli vegetali nella dieta potesse conferire una sostanziale riduzione del rischio di mortalità”.

Uno studio lungo 30 anni

Per condurre il nuovo studio sono stati analizzati i dati sulla dieta di 221.054 persone seguite per oltre 30 anni. Ogni quattro anni, i partecipanti hanno risposto a domande sul consumo di determinati tipi di alimenti. Il consumo totale di burro comprendeva il burro proveniente da miscele di burro e margarina, il burro spalmabile aggiunto agli alimenti e al pane e il burro usato per cuocere e friggere a casa. Il consumo di oli vegetali è stato stimato in base all’uso dichiarato per friggere, saltare, cuocere e condire l’insalata. I ricercatori hanno anche identificato i partecipanti deceduti e le cause di morte. Hanno scoperto che i partecipanti che mangiavano più burro avevano un rischio di morte superiore del 15% rispetto a chi ne mangiava meno. Al contrario, coloro che mangiavano più oli vegetali, in particolare di soia, canola e d’oliva, hanno una minore mortalità totale, per cancro e per malattie cardiovascolari. Un rischio di morte inferiore del 16% rispetto a chi ne mangia meno. “Un semplice cambio di dieta – sostituire il burro con olio di soia o di oliva – può portare a significativi benefici per la salute a lungo termine – spiega il coautore Daniel Wang -. Dal punto di vista della salute pubblica, si tratta di un numero considerevole di morti evitabili per cancro o per altre malattie croniche”, conclude.

 

 

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