Nutri e Previeni 24 Febbraio 2016 11:26

No alla dieta “paleo”. Inefficace per diabete e aumenta il peso

No alla dieta “paleo”. Inefficace per diabete e aumenta il peso

dieta paleoLa sempre più popolare dieta paleo, che non sarà certo sfuggita all’attenzione degli internauti più assidui, è stata diffusa come un metodo adatto per perdere peso e anche per invertire o per meglio gestire condizioni patologiche come diabete, sindrome dell’intestino irritabile e sclerosi multipla. Tuttavia, una ricerca australiana, dell’Università di Melbourne e pubblicata sulla rivista Nature Nutrition and Diabetes , partita per dimostrare i benefici della ‘dieta degli uomini delle caverne’ (o dieta paleo), con elevato contenuto di grassi e scarso di carboidrati, ha scoperto, invece, che può causare un aumento di peso significativo e rapido.

Lo studio
Gli scienziati, guidati dal diabetologo Sof Andrikopoulos, intendevano verificare se la dieta paleo potesse apportare benefici a pazienti con diabete o pre-diabete, e hanno condotto un esperimento su topi in sovrappeso e con sintomi di pre-diabete. Un gruppo è stato alimentato con dieta normale e l’altro con la ‘paleo’. Si è così evidenziato che i topi del secondo gruppo hanno mostravano un aumento del 15% del loro peso, in sole otto settimane.

Riacceso il dibattito
I risultati dello studio hanno riacceso il dibattito fra scienziati e celebrity chef sulla controversa dieta. Andrikopoulos si aspettava una perdita di peso ed è rimasto sorpreso dei risultati. “I topi grassi sono diventati ancora più grassi e il controllo della glicemia è peggiorato”, scrive. Con questa dieta seguita da uomini, una persona di 80 chili ne registrerebbe presto 92 sulla bilancia, osserva. “La dieta paleo non è dunque adatta a  tutti. Se una persona è preoccupata per il proprio peso e stato di salute, dovrebbe ottenere consigli professionali personalizzati da medici o nutrizionisti”, aggiunge. Lo scorso anno uno dei maggiori promotori della dieta paleo, il celebrity chef australiano Pete Evans, è stato ampiamente criticato dopo aver pubblicato un libro di ricette che raccomandava di alimentare i neonati con brodo di osso invece che con latte artificiale. Nonostante le aspre critiche da parte della comunità scientifica, Evans ha ottenuto oltre un milione di follower su Facebook e ottime vendite del suo libro.

Articoli correlati
Diabete, Sid: “Aumenta obesità ed accelera declino cognitivo e invecchiamento”. Ecco perché
Gli esperti Sid: "Sovrappeso e obesità sono sempre più comuni tra gli individui con diabete di tipo 1. Ancora, l’eccesso di glucosio potrebbe accelerare il declino cognitivo e la perdita di funzionalità del compartimento staminale, tipica del diabete, è uno dei meccanismi alla base dell’invecchiamento"
Tirzepatide (Eli Lilly) riduce del 94% il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 negli adulti con prediabete, obesità o sovrappeso
Nello studio di fase III SURMOUNT-1 tirzepatide - agonista dei recettori GIP e GLP-1 – ha fatto registrare una riduzione del 94% del rischio di progressione al diabete di tipo 2 di adulti con prediabete, obesità e sovrappeso. Tirzepatide è stata valutata 1.032 adulti affetti da prediabete e obesità o sovrappeso per un periodo di trattamento di 176 settimane, seguito da un periodo senza trattamento di 17 settimane
L’olio evo contrasta diabete, ipertensione e sindrome metabolica
L'olio extravergine di oliva (Evo) gioca un ruolo chiave nel contrastare l'insorgenza delle patologie cronico-degenerative non trasmissibili come il diabete mellito, l'ipertensione arteriosa, la sindrome metabolica, i tumori, le malattie a carico del sistema nervoso e la malattia renale cronica. Lo confermano le ricerche condotte e in corso all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata
di V.A.
Diabete di tipo 2: remissione possibile con stile di vita sano, benefici anche per cuore e reni
Il diabete di tipo 2 può essere "curato" perdendo peso e, in generale, adottando uno stile di vita sano, riducendo significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e renali. Queste sono le conclusioni di uno studio dell’Associazione europea per lo studio del diabete (EASD), pubblicato sulla rivista Diabetologia
Diabete di tipo 1, se compare in bimbi under 10 ruba 16 anni di vita
L'Italia è il primo paese al mondo ad aver istituito uno screening del diabete di tipo 1 che come prima e importante conseguenza positiva consentirà di prevenire la chetoacidosi. Oggi infatti il 40% delle diagnosi di diabete di tipo 1 avviene in ritardo a seguito di un esordio drammatico, Senza contare che, quando la malattia ha un esordio precoce, prima dei 10 anni di età, si possono arrivare a perdere ben 16 anni di aspettativa di vita. Questi sono i messaggi lanciati da Valentino Cherubini, presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (Siedp) che lancia un appello in occasione della Giornata Mondiale del Diabete che si celebra domani
di V.A.
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Disabilità, Legge 62: “Da settembre 2025 sperimentazione estesa ad altre 10 province”

Il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli: “Il cambiamento è iniziato e indietro non si torna”
Advocacy e Associazioni

Obesità: “Misura il girovita e scopri il tuo rischio cardiometabolico”

Al via la campagna nazionale “Per un cuore sano, conta ogni centimetro”, promossa dalla Fondazione Italiana per il Cuore, con il  patrocinio del Ministero della Salute e il sost...
Sanità

Farmacia dei servizi. Cossolo (Federfarma): “In due anni, con nuova convenzione, sarà realtà in ogni parte d’Italia”

All’evento “We Health”, promosso da Homnya in collaborazione con Federfarma, il bilancio degli anni di sperimentazione dei nuovi servizi