Se preso troppo alla leggera il vaiolo delle scimmie (mpox) può diventare “una minaccia significativa per la salute globale”. Ne sono convinti gli scienziati dell’Università del Surrey che mettono in guardia sulla pericolosità del virus in una lettera pubblicata su Nature Medicine. I ricercatori sottolineano come l’mpox, che tradizionalmente si diffonde dagli animali all’uomo, stia ora mostrando chiari segni di trasmissione anche da uomo a uomo. “I focolai più recenti dimostrano che il contatto intimo è ora un modo significativo di diffusione del virus. Questa possibilità di trasmissione sta portando a catene di trasmissione più lunghe e a focolai duraturi”, scrive Carlos Maluquer de Motes, docente di virologia molecolare.
Il virus del vaiolo delle scimmie può causare un’eruzione cutanea dolorosa, febbre e gonfiore delle ghiandole e, in alcuni casi, portare a malattie più gravi. Si diffonde solitamente attraverso il contatto ravvicinato con una persona o un animale infetto. “Le manifestazioni orali si presentano nel 36,75% dei casi positivi“, scrivono gli scienziati ed è stato constatato che queste “compaiono prima di quelle cutanee. La presentazione orale più comune è il mal di gola, con altri segni di ulcere orali, ascessi tonsillari e lesioni faringee. È quindi prudente che tutti i dentisti siano vigili quando eseguono valutazioni della salute orale e gestiscano in modo appropriato il paziente se si sospetta che abbia Mpox tramite isolamento e collegamento con il team locale di prevenzione e controllo delle infezioni”, suggeriscono gli autori della pubblicazione su Nature.
Ciò che preoccupa gli scienziati non è solo l’aumento dei contagi da uomo ad uomo, ma anche l’incremento di diverse varianti di tipo I, ritenute più aggressive delle altre. Gli scienziati temono l’accumulo di mutazioni genetiche specifiche che potrebbero cambiare le proprietà virali: “Più a lungo questi virus circolano tra noi, più alte sono le possibilità che queste mutazioni aiutino l’mpox ad adattarsi all’uomo”, scrivono. Prima diffuso soprattutto in Africa centrale, dal 2022 il virus sta causando un’epidemia in tutto il mondo, provocando attualmente focolai in diversi Paesi subsahariani. Sebbene colpisca maggiormente gli adulti, i ricercatori sottolineano che “ha il potenziale per diffondersi anche tra le altre fasce della popolazione, compresi i bambini, un gruppo a maggior rischio di contrarre malattie gravi, anche se non è ancora stata segnalata una trasmissione sostenuta nei bambini. Il controllo dell’Mpox – concludono – deve entrare nell’agenda della salute globale”.
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