Salute 19 Gennaio 2021 12:00

Bonanni (Ona Aps): «Inserire gli esposti all’amianto nel piano vaccinale anti-Covid»

Il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto: «Nella stragrande maggioranza dei casi, chi soffriva di mesotelioma o altre malattie neoplastiche e asbestosi ed ha contratto il Covid-19 è deceduto. Necessario prevedere un piano di diagnosi e trattamento specifico».
di Isabella Faggiano
Bonanni (Ona Aps): «Inserire gli esposti all’amianto nel piano vaccinale anti-Covid»

Prima operatori sanitari e sociosanitari, poi ospiti e personale delle Rsa, in seguito anziani e soggetti con più patologie. Sono queste le prime categorie ad essere state inserite nel calendario vaccinale anti-Covid in Italia,  definito dal piano strategico del ministero della Salute. «Nessuna priorità, però, è stata data agli esposti all’amianto – denuncia Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona Aps), fragilissimi da sia un punto di vista respiratorio che cardiovascolare. Per loro, questo vaccino rappresenta un vero e proprio salvavita. L’esposizione alle fibre di amianto crea uno stato infiammatorio, a prescindere dalla patologia correlata, che rende il soggetto generalmente più delicato e l’infezione da Covid-19 più aggressiva».

Una strage silenziosa all’ombra del coronavirus

Nel 2019 circa 6 mila persone hanno perso la vita a causa di malattie asbesto correlate. «Nel 2020 il numero di esposti all’amianto deceduti è ben superiore all’anno precedente – sottolinea Bonanni -. Incremento correlato, senza alcun dubbio,  alla circolazione del nuovo Coronavirus. Il Covid-19 – continua il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – incide sugli stessi organi bersaglio delle fibre di amianto, dall’apparato respiratorio a quello cardiovascolare. Coloro che avevano contratto mesotelioma o altre malattie neoplastiche e asbestosi, che sono stati colpiti dal Covid-19, sono deceduti nella stragrande maggioranza dei casi. Al contrario, l’incidenza dei decessi è stata meno elevata tra chi soffre di malattie asbesto correlate diverse dal mesotelioma».

Serve un protocollo Covid per esposti all’amianto

Per nessuno degli esposti all’amianto, a prescindere dalla loro condizione di salute, è stato predisposto un protocollo ad hoc. «Il nostro appello al ministro della Salute è stato reiterato – aggiunge Bonanni  -. Riteniamo che sia necessario prevedere un piano di diagnosi e trattamento specifico per gli esposti all’amianto che contraggono il Covid-19. Le regioni, come il Friuli Venezia-Giulia, oppure l’Inps/Inail, hanno gli elenchi di coloro che sono stati riconosciuti esposti ad amianto, tra cui quelli intensamente esposti. E anche di coloro che sono affetti da malattie asbesto correlate, compresi i mesoteliomi (COR regionali che rispondono al ReNaM che è inserito nell’Inail). Attingendo a questi elenchi si potrebbero facilmente individuare i soggetti da inserire in un eventuale protocollo Covid».

Centri di cura, pochi e a macchia di leopardo

Ad aggravare la situazione, l’insufficienza delle cure territoriali: «Sarebbe necessario istituire almeno un Centro regionale sanitario per amianto, per diagnosi e cura, in particolare mesotelioma, in ogni regione d’Italia. Lo scarso numero di strutture da un lato, e l’interruzione dell’erogazione di esami durante il periodo di lockdown, dall’altro, hanno ritardato molte diagnosi – dice il presidente dell’Osservatorio -. Anche le cure e gli interventi chirurgici necessari sono stati spesso rimandati, con un peggioramento delle condizioni di salute generale del soggetto».

L’amianto oggi

La messa al bando dell’amianto è stata sancita dalla Legge 257 del 1992, fino al D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i. che raccoglie in maniera organica tutta la normativa in materia. «Eppure, in Italia ci sono ancora un milione di siti e micro-siti con amianto ed una conseguente alta incidenza di malattie da asbesto, patologie in continuo aumento. Spesso – conclude Bonanni – diagnosticate troppo tardi a causa della loro asintomaticità e dei lunghi tempi di latenza».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Prevenzione

Giubileo Ammalati e Sanità, i professionisti sanitari in piazza per screening gratuiti

Sabato 5 aprile, dalle 10 alle 16, la CEI con le Federazioni nazionali delle professioni sanitarie e sociosanitarie promuove le “Piazze della Prevenzione”: a San Salvatore in Lauro e in pi...
Nutri e Previeni

World Obesity Day, l’appello alle Istituzioni: “Inserire l’obesità nei Lea e tra le patologie croniche”

Dalle organizzazioni italiane aderenti e partner della World Obesity Federation una lettera aperta rivolta alle Istituzioni. L’onorevole Pella: “Ad aprile l’approvazione della Legge ...
Nutri e Previeni

Dieta Mediterranea, elaborate le prime linee guida per l’applicazione terapeutica

Il documento è stato elaborato da SINPE e SIPREC, con il supporto metodologico dell’Iss
di I.F.
Advocacy e Associazioni

Mieloma multiplo. “La sopravvivenza aumenta, ma recidive e infezioni restano una minaccia”

In occasione del mese di sensibilizzazione sul mieloma multiplo, l’AIL pone l’attenzione su tre aspetti fondamentali per chi convive con questa patologia: l’aumento della sopravviven...
di I.F.