«La paura è un sentimento ambivalente che suscita anche comportamenti responsabili e difensivi. Altra cosa sono il terrore e l’angoscia, stati d’animo del tutto negativi che vanno contrastati» spiega il Presidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, che aggiunge: «Bisogna garantire il sostegno agli operatori sanitari, noi psicologi del SSN siamo a disposizione»
Una vera e propria ‘emergenza psicologica’. La crisi generata dal Covid-19 sta mettendo a dura prova gli italiani, costretti in casa da settimane, con gravi ripercussioni dal punto di vista psicologico. Lo ‘stressometro’ realizzato ogni settimana dall’Istituto Piepoli per conto del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi rileva che il perdurare dell’emergenza Covid-19 porta il malessere degli italiani a un livello altissimo: il 63% si definisce molto o abbastanza stressato, un dato ancor più significativo considerando che il 43% degli intervistati denuncia un livello “massimo” di stress. «Il clima è pesante, è inutile negarlo. Va mantenuta la calma, bisogna razionalizzare la situazione, si devono seguire i provvedimenti delle autorità preposte. E per chi sta male c’è l’aiuto dei professionisti» sottolinea a Sanità Informazione David Lazzari, Presidente del Cnop.
Una crisi psicologica che vede il suo apice tra gli operatori sanitari, in prima linea sul ‘fronte’ tra le difficoltà di carichi di lavori estremi e la paura di contagiare ed essere contagiati. Una situazione che va affrontata subito prima che si verifichi un’impennata di crisi psicologiche negli ospedali. «Intanto andrebbe alleggerito questo sovraccarico – continua Lazzari -. Deve aumentare il numero degli operatori sanitari impegnati sul fronte dell’emergenza Covid-19 e vanno forniti i dispositivi di protezione per scongiurare il contagio di chi lavora in corsia. La fornitura di dispositivi di protezione è un obbligo morale dello Stato nei confronti di quanti si stanno prodigando in ogni modo per salvare vite umane Si devono completare al più presto i reparti per reggere l’urto che sta arrivando. Vanno alleggeriti i turni e garantiti i riposi. Deve insomma migliorare il contesto, il clima, l’ambiente dove si lavora».
«Dal punto di vista psicologico – prosegue – va garantito il sostegno a tutti gli operatori che sentono il bisogno di un supporto. Gli psicologi che ci sono, sono a disposizione di quanti vivono sotto stress, in particolare medici e infermieri con cui da anni lavoriamo fianco a fianco all’interno del SSN, anche se servono altri psicologi per fare quello di cui c’è bisogno. Anche la popolazione può fare molto, dimostrando gratitudine e vicinanza a chi combatte negli ospedali e rimanendo a casa per far diminuire i contagi e accorciare i tempi di ritorno alla normalità».
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Secondo Lazzari, la paura non è necessariamente un sentimento negativo, mentre effetti gravi possono arrivare da terrore e angoscia. «La paura è un sentimento ambivalente che suscita anche comportamenti responsabili e difensivi – continua il Presidente Cnop -. Altra cosa sono il terrore e l’angoscia, stati d’animo del tutto negativi che vanno contrastati. Convivere con questi sentimenti è deleterio. È importante aiutare gli operatori ad adottare un atteggiamento psicologico adeguato e, oltre a ciò, sostenerli con aiuti psicologici a varia intensità, a seconda delle necessità. Va detto poi che l’amore, l’affetto, la stima dei familiari e della comunità di appartenenza sono fondamentali da questo punto di vista per schermare chi è stressato».
Tuttavia, le aspettative non sono rosee: secondo una review pubblicata dalla rivista Lancet, ci dobbiamo aspettare un aumento del disagio psicologico, aggravato anche dalle paure per la situazione economica e i tanti posti di lavoro che potrebbero andare persi. Anche per questo, il Consiglio degli Ordini degli Psicologi ha redatto un vademecum intitolato “Perché le paure possono diventare panico e come proteggersi con comportamenti adeguati, con pensieri corretti e emozioni fondate”. «Sono una serie di riflessioni e consigli psicologici sia per evitare di sottostimare o negare l’emergenza sia, al contrario, di drammatizzarla troppo fino a un livello patologico – spiega Lazzari -. Può essere scaricato sul sito istituzionale psy.it e rappresenta un primo momento di approfondimento che di certo non sostituisce il confronto con un professionista. Per questo, abbiamo avviato una campagna ad hoc: con #psicologionline oltre 8mila psicologi si sono messi a disposizione per rispondere alle richieste di aiuto, dapprima offrendo un primo colloquio gratuito e poi per iniziare nel caso un percorso più strutturato».
«L’emergenza sanitaria – continua Lazzari – è già ora un’emergenza psicologica con casi più o meno gravi di disagio. Ci sono stati già migliaia di decessi. Ci aspetta un’onda lunghissima di problemi da affrontare. Il ritorno alla normalità sarà difficile. Molti dovranno fare i conti con fallimenti, licenziamenti, problemi economici. Bisogna serrare i ranghi, moltiplicare i gesti di solidarietà. Le comunità devono riscoprire il senso di appartenenza e di collaborazione. Chi è in difficoltà psicologica deve richiedere e ottenere aiuto qualificato. Certamente sarà importante che i cittadini non siano lasciati soli dal punto di vista psicologico, chi ha bisogno di aiuto deve poter trovare una risposta nei servizi pubblici, l’assistenza psicologica non può pesare solo sulle tasche della popolazione».
Nel post-pandemia, dunque, gli psicologi saranno chiamati a un ruolo importante. «Il Governo ha previsto la possibilità di aumentare il numero degli psicologi all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, prendendo atto della carenza che esiste – conclude il Presidente Cnop -. Adesso l’effettiva applicazione della misura passa alle Regioni e alle Asl. Questa attenzione dell’Esecutivo va apprezzata. Risponde nell’immediato alla necessità di supportare il sistema medico-ospedaliero in questa emergenza. E in prospettiva permette di affrontare lo strascico di problemi psicologici che emergeranno tra gli operatori sanitari e nella popolazione».
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