A seconda del livello di rischio, il documento condiviso con il Ministero della Salute, mostra scenari con restrizioni sempre più importanti, fino al lockdown generale. L’Italia per ora si trova nella situazione 2
Un documento che illustra alle Regioni i quattro possibili scenari da affrontare nell’autunno/inverno che arriverà. Realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) con il Ministero della Salute e riportato dal Corriere della Sera, delinea come la circolazione di Sars-CoV-2 in contemporanea con l’influenza, potrebbe trasformare l’Italia. «Prevenzione e risposta a Covid-19, evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-inverno» prova a rispondere ai dubbi sui prossimi mesi.
Le quattro situazioni variano in base all’indice Rt, che misura la riproducibilità del virus ovvero il possibile numero di contagiati in caso di infezione. Nello scenario 1 l’indice sarebbe superiore all’1,0 con una trasmissione fatta principalmente di cluster e focolai e un’incidenza bassa, assimilabile al periodo luglio/agosto. Nello scenario 2, invece, la trasmissione è più sostenuta ma ancora con una diffusione gestibile. Con indice Rt tra 1 e 1,25. Attualmente, l’Italia si trova in questa situazione rispetto agli ultimi monitoraggi, classificata come “a rischio moderato”.
La situazione 3 scatta quando l’indice Rt si stanzia tra 1,25 e 1,50. Questa situazione mostrerebbe, in parallelo, una veloce crescita sia dell’incidenza dei casi che della gravità clinica degli stessi. I focolai sarebbero sempre più spesso indistinti e si troverebbero casi non legati a catene di trasmissione note. Da qui l’aumento di pressione per i servizi assistenziali. In questo caso si creerebbero le condizioni per lockdown temporanei, di 2 o 3 settimane, e circoscritti, con istituzione di zone rosse e monitoraggio costante. Le attività culturali, sociali e sportive a rischio di assembramento sarebbero interrotte, così come la mobilità regionale e interregionale.
Lo scenario 4 si configura come il più duro da affrontare. Con Rt maggiore di 1,5o e incidenza e gravità clinica elevate, i focolai non sarebbero più distinti tra loro e la pressione sull’assistenza estremamente sostenuta. Questa è la situazione tipo per un lockdown generale con durata da stabilirsi in base all’evoluzione epidemiologica. Scuole e attività notturne verrebbero chiuse, la mobilità di conseguenza limitata. Una reazione più forte fino all’allentarsi della curva e alla diminuzione del rischio da alto a moderato e ancora a scendere.
Il documento Iss ricorda, inoltre, che una volta raggiunta l’immunità di gregge data dal vaccino, quando dunque sarà possibile sospendere le misure di distanziamento, la preparazione per la prossima epidemia sarà obbligata. Dunque lo studio delle situazioni emergenziali del futuro dovrà fare parte concreta delle misure di sicurezza. Per non rischiare mai più di farsi trovare impreparati, com’è accaduto a inizio anno.
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