Il rapporto tra la frequenza cardiaca media giornaliera e il numero di passi compiuti in un giorno è un indicatore attendibile ed affidabile per testare la salute cardiovascolare di una persona. Entrambi possono essere monitorati in autonomia semplicemente utilizzando un qualsiasi smartwatch. Ed è proprio sulla base di queste considerazioni che i ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago hanno deciso di intraprendere una ricerca che dimostrasse come la salute del cuore possa essere testata attraverso questi dispositivi indossabili. Lo studio in questione sarà presentato al congresso annuale dell’American College of Cardiology, in programma a Chicago dal 29 al 31 marzo.
Le malattie cardiache sono la principale causa di morte negli Stati Uniti. Sebbene diversi test di screening possano fornire un’indicazione precoce del rischio di malattie cardiache, molte persone non si sottopongono agli screening raccomandati. In Italia, stando ai dati pubblicati sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, le malattie cardiovascolari, che includono le malattie ischemiche del cuore, le malattie cerebrovascolari e le altre malattie del cuore, rappresentano la prima causa di morte in Italia (30,8% di tutti i decessi nel 2021, ultimo dato di mortalità disponibile) con 217 mila decessi. I decessi per le malattie ischemiche del cuore e per le malattie cerebrovascolari sono, rispettivamente, il 27,3% ed il 24,7% del totale dei decessi dovuti alle malattie del sistema circolatorio.
“La metrica che abbiamo sviluppato guarda a come il cuore risponde all’esercizio fisico – spiega Zhanlin Chen, della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago e autore principale dello studio – . Si concentra sulla capacità del cuore di adattarsi allo stress quando l’attività fisica fluttua nel corso della giornata”. Per lo studio, i ricercatori hanno reclutato quasi 7mila adulti statunitensi che hanno fornito i dati del loro smartwatch e delle cartelle cliniche elettroniche al programma di ricerca All of Us, uno studio prospettico su scala nazionale sostenuto dal National Institutes of Health. Insieme, i dati riflettevano 5,8 milioni di giorni totali di osservazioni e 51 miliardi di passi totali compiuti.
Calcolando la relazione tra la frequenza cardiaca media giornaliera per passo (Dhrps) dei partecipanti e una serie di esiti cardiovascolari, i dati hanno mostrato che le persone con Dhrps elevato avevano circa il doppio delle probabilità di avere il diabete di tipo 2, una probabilità superiore di 1,7 volte di avere un’insufficienza cardiaca, di 1,6 volte di pressione alta, probabilità 1,4 volte maggiore di avere l’aterosclerosi coronarica (un accumulo di placca nelle arterie del cuore), rispetto alle persone che avevano Dhrps più basso. I risultati hanno anche dimostrato che il Dhrps era più fortemente associato alle diagnosi di malattie cardiovascolari rispetto alla sola frequenza cardiaca giornaliera o al conteggio dei passi. Secondo Chen il calcolo di questo valore è abbastanza semplice, tanto “da poter essere misurato autonomamente in base ai dati raccolti da uno smartwatch”, oppure, “potrebbe essere integrato in applicazioni per smartwatch”, conclude.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato