Salute 19 Marzo 2025 21:00

Demenza, rischio doppio per le anziane che soffrono di sonnolenza diurna

La precisazione degli autori dello studio: "Il lavoro non dimostra che la sonnolenza diurna causa demenza, mostra solo un'associazione"
Demenza, rischio doppio per le anziane che soffrono di sonnolenza diurna

Le donne over 80 che percepiscono una sonnolenza crescente durante il giorno hanno un rischio doppio di sviluppare demenza. L’avvertimento arriva dagli scienziati dell’American Academy of Neurology che hanno pubblicato uno studio su ‘Neurology’. “Il lavoro non dimostra che la sonnolenza diurna causa demenza – precisano gli autori – mostra solo un’associazione”.
“Il sonno è essenziale per la salute cognitiva – spiega l’autrice Yue Leng, dell’University of California San Francisco – perché consente al cervello di riposare e ringiovanire, migliorando la nostra capacità di pensare chiaramente e ricordare le informazioni. Tuttavia si sa poco su come i cambiamenti nel sonno e nella cognizione siano collegati nel tempo e su come questi cambiamenti siano correlati al rischio di demenza negli ultimi decenni di vita. Il nostro studio ha scoperto che i problemi di sonno possono essere intrecciati con l’invecchiamento cognitivo e possono fungere da marcatore precoce o fattore di rischio per la demenza nelle donne ottantenni”.

I parametri dello studio

I ricercatori hanno esaminato 733 partecipanti di sesso femminile con età media 83 anni che non presentavano né lieve deterioramento cognitivo né demenza all’inizio dello studio. Le donne sono state seguite per cinque anni. Nel corso dello studio sono state 164, cioè il 22%, quelle che hanno sviluppato un lieve deterioramento cognitivo e 93, cioè il 13%, hanno sviluppato demenza. All’inizio e alla fine dello studio, i partecipanti indossavano dispositivi da polso per monitorare il loro sonno e il ritmo circadiano per tre giorni. I ricercatori hanno esaminato i cambiamenti nella durata e nella qualità del sonno notturno, nei riposini diurni e nei ritmi circadiani. Dopo cinque anni, sono stati rilevati grandi cambiamenti nei modelli di sonno in più della metà dei partecipanti, ovvero il 56%.

I risultati della ricerca

I ricercatori hanno scoperto che le donne rientravano in tre gruppi: sonno stabile o piccoli miglioramenti del sonno, 44%, sonno notturno in calo, 35%, sonnolenza crescente, 21%. Il sonno notturno in calo includeva diminuzioni nella qualità e durata del sonno notturno, moderati aumenti dei pisolini e peggioramento dei ritmi circadiani. L’aumento della sonnolenza includeva aumenti nella durata e qualità del sonno sia diurno che notturno, insieme a un peggioramento dei ritmi circadiani. Gli scienziati hanno poi esaminato il modo in cui questi cambiamenti erano correlati al rischio di sviluppare demenza. Nel gruppo del sonno rimasto stabile l’8% aveva sviluppato demenza, nel gruppo del sonno notturno in calo il 15%, in quello della sonnolenza crescente il 19%. Dopo aver regolato per età, istruzione e razza, e fattori di salute come diabete e pressione alta, gli autori hanno visto che le donne del gruppo con sonnolenza crescente risultavano avere il doppio del rischio di demenza rispetto a quelle incluse nel gruppo del sonno stabile. Non è stata trovata alcuna associazione nel gruppo con sonno notturno in calo.

Le conclusioni dei ricercatori

“Abbiamo osservato che il sonno, i riposini e i ritmi circadiani possono cambiare drasticamente in soli 5 anni per le donne ottantenni – conclude Leng -. Questo evidenzia la necessità di studi futuri per esaminare tutti gli aspetti dei modelli di sonno giornalieri per comprendere meglio come i cambiamenti in questi modelli nel tempo possano essere collegati al rischio di demenza”. Lo studio è stato finanziato dai National Institutes of Health (Nih) e dal National Institute on Aging.

 

 

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