Salute 28 Giugno 2024 12:43

I “ciucci digitali” sono dannosi. Studio boccia uso di smartphone e tablet per calmare i capricci

L'utilizzo di smartphone, tablet o di qualsiasi altro aggeggio tecnologico per "sedare" i capricci di un bambino non fa altro che peggiorare il suo comportamento. A bocciare i cosiddetti "ciucci digitali" è stato uno studio pubblicato su Frontiers in Child and Adolescent Psychiatry
I “ciucci digitali” sono dannosi. Studio boccia uso di smartphone e tablet per calmare i capricci

L’utilizzo di smartphone, tablet o di qualsiasi altro aggeggio tecnologico per “sedare” i capricci di un bambino non fa altro che peggiorare il suo comportamento. A bocciare i cosiddetti “ciucci digitali” è stato un gruppo di ricercatori ungheresi e canadesi in uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Child and Adolescent Psychiatry. I risultati mostrano che su 265 bambini con meno di 5 anni d’età coloro che tendono a essere calmati con i dispositivi digitali hanno una capacità di controllo emotivo peggiore un anno dopo.

Con smartphone e tablet i bambini non imparano a regolare le proprie emozioni

Nello studio i ricercatori hanno intervistato circa 300 genitori di bambini con un’età media di tre anni nel 2020 e di quattro anni nel 2021. I genitori hanno risposto a domande relative all’utilizzo della “regolazione digitale delle emozioni” e del comportamento dei loro figli. Ebbene, i risultati mostrano che i bambini calmati con i “ciucci digitali” risultano maggiormente inclini agli scatti d’ira e fanno più fatica a regolare i proprio sentimenti. “I capricci non possono essere curati con i dispositivi digitali”, sottolinea Veronika Konok, ricercatrice dell’Università Eötvös Loránd di Budapest e autrice dello studio. “I bambini devono imparare a gestire le proprie emozioni negative da soli. Abbiamo dimostrato – continua – che se i genitori offrono regolarmente un dispositivo digitale ai propri figli per calmarli o per fermare un capriccio, il bambino non imparerà. Questo porta a problemi di regolazione delle emozioni più gravi, in particolare problemi di gestione della rabbia, più avanti nella vita”.

Più rabbia e frustrazione se i capricci vengono sedati con lo smartphone

Secondo i ricercatori, i risultati del lavoro sono “coerenti e forti in una direzione”, quella secondo cui un uso più frequente dei dispositivi digitali è legato a una maggiore rabbia e frustrazione e a un minore autocontrollo. I ricercatori hanno affermato che i bambini non imparano a elaborare le emozioni se non sono costretti a farlo regolarmente. Dare ai bambini un dispositivo ogni volta che sono turbati li aiuta a evitare di affrontare situazioni stressanti. Konok ritiene che i genitori dovrebbero aiutare i propri figli a superare le difficoltà e insegnare loro a gestire i propri sentimenti.

Anche i genitori possono avere difficoltà a gestire la rabbia

I ricercatori hanno anche scoperto che la scelta di utilizzare il “ciuccio digitale” è strettamente connessa alle scarse capacità di gestione della rabbia di base dei genitori. “Non sorprende che i genitori applichino più frequentemente la regolazione digitale delle emozioni se i loro figli hanno problemi di regolazione delle emozioni – sottolinea Konok – ma i nostri risultati evidenziano che questa strategia può portare all’escalation di un problema preesistente”. Secondo i ricercatori, è importante non evitare situazioni che potrebbero essere frustranti per il bambino. È invece consigliabile che i genitori guidino i propri figli nelle situazioni difficili, li aiutino a riconoscere le proprie emozioni e insegnino loro a gestirle.

Necessario aiutare i genitori nell’educazione “digitale” dei figli

I ricercatori sottolineano che per aiutare i genitori dei bambini con problemi di gestione della rabbia ad avere successo, è importante che ricevano supporto. Ad esempio, gli operatori sanitari che lavorano con le famiglie potrebbero fornire informazioni su come i genitori possono aiutare i propri figli a gestire le proprie emozioni senza dare loro un tablet o lo smartphone. “Sulla base dei nostri risultati, potrebbero essere sviluppati nuovi metodi di formazione e consulenza per i genitori”, dice Caroline Fitzpatrick, ricercatrice presso l’Università di Sherbrooke e autrice senior dello studio. “Se aumenta la consapevolezza delle persone sul fatto che i dispositivi digitali sono strumenti inappropriati per curare gli scoppi d’ira, la salute mentale e il benessere dei bambini ne trarranno profitto”, conclude.

 

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