Indipendentemente dal modello di utilizzo delle ecig, uno studio condotto dai ricercatori del Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla riduzione del danno da fumo (CoEHAR) dell’Università di Catania ha rivelato l’assenza di variazioni significative nella funzionalità respiratoria a breve o medio termine. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Tobacco Use Insights, è una revisione sistematica aggiornata di 12 studi sugli effetti delle sigarette elettroniche.
Negli studi analizzati gli utilizzatori di ecig sono stati divisi in tre gruppi: utilizzatori duali (che fumano e svapano), utilizzatori esclusivi (ex fumatori passati esclusivamente alla sigaretta elettronica) e utenti naïve (chi non ha mai fumato ma usa la sigaretta elettronica). “Gli studi sui dispositivi elettronici più recenti hanno evidenziato una riduzione delle emissioni chimiche “, spiega Giusy La Rosa, ricercatrice CoEHAR e tra le autrici dello studio. “I risultati – aggiunge Renée O’Leary, project leader del progetto In Silico Science – mostrano che, in tutte le categorie di utenti, non si sono registrati cambiamenti statisticamente significativi nella funzionalità respiratoria. Le cinque revisioni sistematiche di qualità alta e moderata incluse nell’analisi non hanno fornito prove definitive né di danno né di beneficio, indipendentemente dal modello di utilizzo delle EC”.
Questi risultati possono essere spiegati considerando alcuni importanti fattori: gli studi condotti “in acuto” forniscono dati sull’esposizione a breve termine alle sigarette elettroniche e non possono essere utilizzati per valutare gli effetti a lungo termine; gli studi non sempre tengono conto della storia pregressa di fumo dei partecipanti e, infine, gli utilizzatori occasionali di sigarette elettroniche vengono spesso raggruppati all’interno delle ricerche con coloro che le utilizzano più frequentemente. “Lo studio evidenzia l’importanza di distinguere tra i diversi schemi di utilizzo di questi prodotti nelle ricerche future, nonché di ovviare alle debolezze metodologiche – dice Riccardo Polosa, fondatore del CoEHAR – e i bias riscontrati in molti studi precedenti sull’argomento. Ma ci consente di affermare ancora una volta che il vaping non può essere associato a variazioni significative della funzionalità respiratoria”.
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