Salute 21 Novembre 2023 15:51

Mal di schiena cronico: ecco la Xlif, la tecnica chirurgica mininvasiva che lo cura

Questa innovativa metodologia chirurgica permette di sostituire il disco intervertebrale mediante un approccio cosiddetto "laterale estremo". A Sassari curato il mal di schiena cronico ad un uomo di 65 anni, tornato a casa dopo soli tre giorni di ricovero
di I.F.
Mal di schiena cronico: ecco la Xlif, la tecnica chirurgica mininvasiva che lo cura

Curare il mal di schiena cronico con una chirurgia mininvasiva, che permette al paziente di ritornare a casa dopo soli tre giorni senza alcun dolore è possibile.  Ad ottenere lo straordinario risultato, grazie alla nuova tecnica Xlif, è stata l’equipe di Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari, in collaborazione con Nicola Marengo dell’ospedale Molinette di Torino. Questa innovativa metodologia chirurgica ha permesso di sostituire il disco intervertebrale mediante un approccio cosiddetto “laterale estremo” (eXtreme Lateral Interbody Fusion) ad un paziente di 65 anni.

Una chirurgia vertebrale all’avanguardia

“Si tratta di una chirurgia vertebrale all’avanguardia – spiega la neurochirurga Maria Antonietta Chessa -. Una tecnica mininvasiva introdotta di recente che può essere utilizzata per il trattamento della patologia degenerativa della colonna vertebrale”. Il paziente, in anestesia generale, viene posizionato su un fianco, sopra il lettino operatorio. Con una piccola incisione il neurochirurgo accede alla colonna vertebrale, con minimo trauma dei tessuti. Il neurochirurgo quindi, con la stessa tecnica usata in laparoscopia, inserisce tra le vertebre una protesi discale in titanio.

Il monitoraggio neurofisiologico real time

“Con questa metodica – aggiunge il neurochirurgo Giosuè Di Pellegrini – riusciamo a evitare il passaggio vicino alle radici nervose che non vengono toccate in alcun modo”. Un intervento che viene realizzato grazie a un monitoraggio neurofisiologico real time, con l’impiego di un apparecchio radiologico, arco a C o amplificatore di brillanza, che consente di posizionare la protesi vicino ai dischi intervertebrali. Una tecnica consigliata in presenza di alcuni fattori: il paziente, infatti, non deve aver avuto altri interventi addominali e deve avere una posizione bassa della cresta iliaca, quindi una posizione alta della dodicesima costa. Infine, il livello dell’intervento deve essere localizzato tra le vertebre lombari L2 ed L5. Tra i principali benefici, tempi più rapidi per la stabilizzazione della colonna e il periodo post operatorio che passa dai 7 ai 2-3 giorni di ricovero.

 

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