Nel 2024 i casi di morbillo in Europa (Ue/See) sono aumentati rispetto al 2023. “Questo indica che il virus sta (attualmente) circolando e che il numero di casi probabilmente aumenterà durante la primavera del 2025”. L’avvertimento arriva dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). “L’immunizzazione con due dosi di vaccino anti morbillo, parotite e rosolia è il modo più sicuro ed efficace per proteggersi da questa malattia altamente contagiosa – avverte l’ente dell’Unione Europea diffondendo oggi l’aggiornamento mensile su questa infezione e sulla rosolia -. Tuttavia, otto persone su 10 a cui è stato diagnosticato il morbillo nell’Ue/See nell’ultimo anno non erano state vaccinate. Si incoraggiano, dunque, adulti e genitori a controllare la propria storia vaccinale e, in caso di dubbi, a consultare un professionista sanitario”.
I dati presentati oggi, in occasione dell’aggiornamento mensile diffuso dall’Ecdc, parlano chiaro: c’è una trasmissione in corso in diversi Paesi dell’area, con un “considerevole aumento dei casi segnalati nel 2024”. Dopo un periodo di attività insolitamente bassa durante la pandemia di Covid, è stato inizialmente notato un aumento dei contagi nel 2023, con 2.361 casi segnalati. Ora, tra il primo febbraio 2024 e il 31 gennaio 2025, quindi in 12 mesi, il morbillo è stato diagnosticato in un totale di 32.265 casi nell’Ue/Spazio economico europeo. L’Italia con 1.097 casi nel periodo considerato è fra i Paesi con più contagi notificati dopo il dato record della Romania (27.568). Al terzo posto la Germania (637), seguita da Belgio (551) e Austria (542). E non sono purtroppo mancati anche i decessi: la Romania ne ha registrati 18 attribuiti al morbillo, e l’Irlanda uno.
La trasmissione in corso, osserva l’Ecdc, “evidenzia un gap nella copertura vaccinale contro questa malattia prevenibile, sia tra bambini e adolescenti che fra adulti”. Il morbillo è altamente contagioso, ricordano gli esperti, si trasmette facilmente da persona a persona attraverso l’aria (ad esempio, quando una persona infetta tossisce o starnutisce) e si diffonde rapidamente nelle comunità tra persone che non sono state vaccinate o non sono completamente immunizzate. Nel 2024, il picco di casi segnalati nell’Ue/See è stato osservato nei primi sei mesi dell’anno. E “in linea con l’andamento stagionale della malattia, si prevede dunque un ulteriore aumento del numero di casi durante la primavera del 2025”.
Per la prevenzione delle epidemie di morbillo e la protezione delle popolazioni vulnerabili, almeno il 95% della popolazione idonea alla vaccinazione dovrebbe ricevere due dosi del vaccino Mpr (anti morbillo, parotite, rosolia). “Tuttavia – informa l’Ecdc – i livelli di vaccinazione nell’Ue/See sono ancora al di sotto di questo obiettivo, con stime del 2023 che mostrano come solo 4 Paesi (Ungheria, Malta, Portogallo e Slovacchia) segnalino questo livello di copertura per entrambe le dosi. Ciò rende molte comunità vulnerabili al morbillo, compresi i bambini che sono troppo piccoli per essere vaccinati o quelli che non possono essere vaccinati per motivi medici e che quindi dipendono da un’elevata copertura vaccinale nella popolazione complessiva”. Sulla base dei dati disponibili, i bambini di età compresa tra uno e quattro anni e gli adulti over 30 hanno avuto la loro quota significativa nel gruppo dei non vaccinati che hanno contratto il morbillo l’anno scorso. Sul numero totale di contagiati risultava essere non vaccinato l’86% (25.503) delle persone che hanno ricevuto la diagnosi di morbillo tra inizio 2024 e inizio 2025, per i quali erano disponibili informazioni sullo stato vaccinale.
Eppure, ribadisce l’Ecdc, il vaccino, sicuro ed efficace, viene utilizzato da decenni. Tutti i Paesi Ue/See raccomandano due dosi di vaccino Mpr nel programma di immunizzazione nazionale, la prima solitamente somministrata tra i 12 e i 15 mesi di età e la seconda dose tra i tre e i sette anni. Una malattia infettiva come il morbillo si diffonderà difficilmente solo se una percentuale sufficientemente ampia della popolazione raggiunge l’immunità. “In situazioni di epidemia, o prima di recarsi in un Paese in cui il morbillo è endemico, gli operatori sanitari potrebbero suggerire una dose precoce del vaccino Mpr (vale a dire prima che il bambino compia un anno) in linea con le raccomandazioni nazionali. Tuttavia, questi bambini dovranno comunque aderire al programma vaccinale nazionale (vale a dire oltre alla dose precoce, dovrebbero ricevere le due dosi raccomandate per raggiungere la piena immunità)”, spiega l’Ecdc.
Quanto agli adulti, il morbillo può colpire anche loro se non sono immunizzati. È quindi “altrettanto importante” che anche in questa fascia si verifichi lo stato di immunizzazione per prevenire la malattia e l’ulteriore trasmissione. Poiché l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) segnala epidemie di morbillo in tutto il mondo, L’Ecdc consiglia ai viaggiatori di verificare il proprio stato vaccinale prima di recarsi all’estero, poiché il vaccino Mpr impiega almeno due settimane per essere efficace”. Ai genitori l’agenzia raccomanda di controllare che lo stato vaccinale proprio e dei figli sia aggiornato con il calendario vaccinale Mpr, sia che si resti nel proprio Paese e sia che si abbia intenzione di viaggiare. Un altro suggerimento e di consultare il medico in caso di dubbi sulla propria storia vaccinale o se servono indicazioni per i bambini. Infine si suggerisce sia ai medici che ai cittadini di essere consapevoli riguardo ai sintomi tipici del morbillo: febbre alta, tosse, rinorrea, occhi rossi e acquosi, la caratteristica eruzione cutanea rossa che di solito inizia dall’attaccatura dei capelli e si diffonde al resto del corpo. Senza dimenticare, conclude l’Ecdc che l’infezione può portare anche a gravi complicazioni in una quota di casi, tra cui polmonite, encefalite e persino morte.
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