Salute 3 Aprile 2025 12:45

Obesità: perdere peso da piccoli riduce dell’88% il rischio di mortalità prematura da adulti

Perdere i chili in eccesso già da piccoli, fa guadagnare anni di vita in buona salute da grandi, riducendo il rischio di mortalità. Lo rivela uno studio del Karolinska Institutet, rilanciato dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica
Obesità: perdere peso da piccoli riduce dell’88% il rischio di mortalità prematura da adulti

Perdere i chili in eccesso già da piccoli, fa guadagnare anni di vita in buona salute da grandi, riducendo il rischio di mortalità e malattie cardiometaboliche. Uno studio condotto dal Karolinska Institutet ha infatti dimostrato che un intervento precoce sugli stili di vita, da bambini o adolescenti, quando l’obesità, non è ancora grave, può portare a una riduzione fino all’88% del rischio di morte prematura da adulti. I risultati, pubblicati di recente sulla rivista JAMA Pediatrics, evidenziano anche che i bambini e gli adolescenti che perdono peso hanno un rischio inferiore del 58% di sviluppare il diabete di tipo 2, del 69% di soffrire di colesterolo alto e del 60% di avere la pressione alta, una volta diventati adulti. L’adozione tempestiva di uno stile di vita sano è dunque determinante per migliorare la salute futura. È questo il messaggio che la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) rilanceranno il prossimo sabato con la nuova edizione di “Bambini in piazza per la salute”, in collaborazione con l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP).

Non rimandare l’attuazione di interventi sullo stile di vita

“Almeno il 40% dei bambini con obesità presenterà ancora la malattia in età adulta, con un aumento del rischio di mortalità nel lungo periodo”, dichiara Valentino Cherubini, presidente SIEDP e direttore della Diabetologia Pediatrica degli Ospedali Riuniti di Ancona. “Nel 2030 si calcola che saranno 235 milioni bimbi in sovrappeso o obesi nel mondo, più di quelli colpiti da malnutrizione. Ad oggi in Italia, si stima che l’obesità – continua – è presente nel 10% dei bimbi, circa 700.000 fra i 5 e 15 anni. E di questi, oltre 150.000 sono obesi gravi e solo una piccola parte a causa di un difetto genetico. È dunque è fondamentale non sottovalutare il problema e soprattutto non rimandare l’attuazione di interventi sullo stile di vita mirati alla perdita del peso in eccesso”.

La remissione completa dell’obesità riduce il rischio diabete, dislipidemia e ipertensione

Lo studio condotto in Svezia ha coinvolto 6.713 bambini e adolescenti, di età compresa tra i 6 e i 17 anni all’inizio di un trattamento di tre anni per l’obesità, seguiti fino ai 30 anni di età, per valutare l’efficacia delle diverse strategie terapeutiche mirate a modificare lo stile di vita. I dati raccolti tra il 1996 e 2019 sono stati confrontati con quelli di una popolazione generale abbinata per sesso, età e area geografica. I ricercatori hanno scoperto che circa 1.070 bambini hanno risposto bene al trattamento per perdere peso e altri 1.500 hanno perso abbastanza peso da non essere più considerati obesi. “Tra i risultati più significativi dello studio – sottolinea Maria Rosaria Licenziati, segretario generale della SIEDP e direttore dell’Unità di Malattie Neuro-Endocrine e Centro Obesità dell’AORN Santobono-Pausilipon di Napoli – emerge che una buona risposta al trattamento, o addirittura la remissione completa dell’obesità in età pediatrica ha ridotto drasticamente il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 (fino al 58% in meno), dislipidemia (69% in meno) e ipertensione (60% in meno) a lungo termine”.

Una svolta nella comprensione dell’importanza di intervenire sull’obesità

“Anche il ricorso alla chirurgia bariatrica è diminuito del 58% nei pazienti con una buona risposta al trattamento”, afferma Licenziati. “Il dato forse più sorprendente riguarda però la mortalità: chi ha risposto bene al trattamento – continua – ha mostrato un rischio di morte prematura inferiore dell’88% rispetto a chi ha avuto una scarsa risposta. Questi risultati rappresentano una svolta nella comprensione dell’importanza di intervenire sull’obesità già dall’infanzia. Non si tratta solo di migliorare la qualità della vita nei primi anni di vita, ma di garantire un futuro più sano, con minori rischi di malattie croniche e morte prematura”. Proprio per sensibilizzare ragazzi e famiglie sull’importanza di uno stile di vita sano e prevenire obesità e sovrappeso, la SIEDP, promuove sabato in quattro città l’iniziativa dal titolo “Bambini in piazza per la salute”.

Una manifestazione per favorire l’adozione di stili di vita salutari

“La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, in programma a Genova, Fano, Napoli e Messina, ha lo scopo di mantenere viva l’attenzione sul problema dell’obesità infantile“, sottolinea Licenziati. “La famiglia spesso tende a sottovalutare il problema, sia perché inconsapevole, sia perché di frequente lasciata sola ad affrontare una situazione raramente di facile soluzione. L’obiettivo della nostra iniziativa – puntualizza – è quindi quello di dire ai genitori che non sono soli e che attraverso l’adozione di uno stile di vita salutare, caratterizzato dalla corretta alimentazione e da una costante attività fisica e riduzione della sedentarietà, è possibile migliorare l’aspettativa di vita futura, in salute, dei propri figli. Durante la mattinata offriremo visite gratuite ai piccoli e illustreremo alle famiglie una guida pratica per migliorare l’alimentazione e l’ attività motoria dei bambini, con all’interno suggerimenti per attrezzare una palestra fai-da-te a partire da elementi riciclati. Non c’è una condanna ad avere un eccesso di peso, l’importante è intervenire con uno stile di vita sano quando l’obesità non è ancora grave”.

 

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