Il tremore della malattia di Parkinson è detto ‘di riposo’, poiché è un tremore che compare tipicamente in condizioni di riposo, mentre si attenua o sparisce in presenza di movimenti volontari. Ora, grazie ad una nuova sperimentazione che apre la strada a nuovi dispositivi indossabili, questi tremori tipici del Parkinson potrebbero essere ‘cancellati’. Come? Attraverso l’applicazione sugli arti di attuatori leggeri e silenziosi che agiscono come muscoli artificiali. La loro validità è stata dimostrata da alcuni test condotti su un braccio biorobotico in grado di simulare i movimenti involontari causati dalla malattia.
“Quasi 80 milioni di persone nel mondo soffrono di patologie che causano movimenti periodici involontari noti come tremori – spiegano gli autori nell’introduzione della ricerca -. I dispositivi robotici morbidi indossabili offrono una potenziale soluzione per sopprimere in modo attivo questi tremori. Tuttavia, i prototipi esistenti presentano limitazioni nelle prestazioni di attuazione e complesse procedure di test”. Per questo i ricercatori hanno deciso di presentare “un approccio completo per la rapida valutazione delle tecnologie emergenti di soppressione dei tremori indossabili. Questo metodo – spiegano – combina la riproduzione di episodi di tremore registrati dal paziente e la misurazione della soppressione del tremore in una piattaforma robotica, definita ‘paziente meccanico’, con la convalida delle prestazioni di soppressione ottenute dagli attuatori morbidi tramite modellazione biomeccanica, evitando così test clinici che richiedono molto tempo nelle prime fasi di sviluppo”.
Questa sperimentazione potrebbe, dunque, rappresentare il preludio della creazione di dispositivi indossabili, pratici e discreti, in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Device dai ricercatori dell’Istituto Max Planck per i sistemi intelligenti, in collaborazione con le università di Tubinga e Stoccarda. I muscoli artificiali testati dal team tedesco sono degli attuatori elettroidraulici molto leggeri e silenziosi che possono contrarsi e rilassarsi per compensare i tremori degli arti fino a renderli quasi impercettibili. I ricercatori lo hanno dimostrato applicandoli ad un braccio biorobotico che è stato usato come una sorta di paziente meccanico per simulare i movimenti dei malati in carne e ossa.
Questa piattaforma sperimentale potrà essere usata per studiare nuove tecnologie assistive come gli esoscheletri, riducendo così il ricorso a complesse e costose sperimentazioni cliniche su pazienti veri. L’idea dei ricercatori è quella di usare i muscoli artificiali per realizzare dispositivi robotici indossabili che possano aiutare i malati di Parkinson ad affrontare meglio le attività quotidiane muovendosi con maggiore sicurezza. “Vediamo un grande potenziale per i nostri muscoli che possono diventare parte di un indumento che si può indossare in modo molto discreto, così che gli altri non si accorgano nemmeno che la persona soffre di tremore”, conclude la prima autrice dello studio Alona Shagan Shomron.
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