Le bevande zuccherate non compromettono solo la salute dei denti, ma quella dell’intero cavo orale, aumentando anche il rischio di tumori, soprattutto tra le donne. Chi ne consuma almeno una al giorno, peggio ancora se gassata, ha un probabilità cinque volte maggiore di sviluppare la patologia oncologica rispetto a chi ne beve meno di una al mese. Il dato è frutto di un’analisi dei dati relativi al cancro del cavo orale emersi dallo studio longitudinale sulle infermiere condotto all’università di Boston. La ricerca ha coinvolto 162mila donne, di cui il 93% erano di razza bianca, con un’età media di 43 anni. Tutte sono state monitorate per più di un decennio. A guidare la ricerca è stata guidata Brittany Barber, MD, della University of Washington a Seattle. Il rischio di sviluppare questi tumori orali è risultato aumentato ulteriormente a 5,46 volte tra le donne che bevono, oltre alle bibite zuccherate, anche alcol o fumano moderatamente. Il rapporto, pubblicato sulla rivista Jama Otolaryngology-Head & Neck Surgery, indica che tra le bevande a rischio vengono incluse sia quelle con caffeina che senza.
Il rischio è elevato sia per i tumori della lingua che per altri sotto-siti della cavità orale con aumento stimato di circa tre casi ogni 100mila abitanti. “Un’elevata assunzione di bevande zuccherate era già stata associata a vari tumori gastrointestinali, ma non a quelli del cavo orale. Questi risultati rappresentano un importante passo in avanti nella comprensione dei fattori di rischio per il cancro orale, specialmente per quelle persone che non presentano i tradizionali fattori di rischio come fumo e alcol”, spiega Fabio Beatrice, Direttore del Board scientifico del Medical Observatory on harm reduction (Mohre) e Primario Emerito di Otorinolaringoiatria esperto di Chirurgia Oncologica di Testa e collo a Torino.
Il cancro orale anche se relativamente raro, si contano circa 350mila casi l’anno nel mondo, è una neoplasia particolarmente aggressiva. Nonostante le raccomandazioni dell’Oms che consigliano di limitare gli zuccheri aggiunti nella dieta al 5% dell’introito calorico totale, il consumo rimane eccessivo nei Paesi industrializzati. L’ipotesi dei ricercatori è che gli zuccheri “possano contribuire ad una infiammazione cronica che è un fattore di rischio riconosciuto per lo sviluppo di cancro, in particolare quando lo zucchero è derivato da sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio”, spiega Alice Alberta Cittone, Igienista Dentale. La riduzione del consumo di bevande zuccherate è da considerare parte di una strategia preventiva globale con effetti positivi anche sul rischio obesità e diabete.
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