Grazie alle nuove scoperte scientifiche, ai trattamenti innovativi, mirati e personalizzati i decessi per cancro continueranno a diminuire anche nel 2025: tra gli uomini il decremento del tasso di mortalità previsto è del 3,5%, nelle donne dell’1,2%. Il trend positivo riguarderà tutte le tipologie di tumore, tranne quelli del pancreas, della vescica e del polmone. Il primo dovrebbe aumentare del 2% tra il genere maschile e del 3% tra quello femminile. Per tumori del polmone e della vescica l’incremento è atteso solo tra il gentil sesso con una crescita, rispettivamente, del 4 e del 2%. Ultima eccezione si prospetta per il tumore al seno che, seppur generalmente in calo, dovrebbe aumentare tra le ultraottantenni, per le quali si prevede un aumento del 7% circa rispetto ai tassi osservati nel periodo 2015-2019. Le proiezioni emergono da uno studio, coordinato dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’Università di Bologna e sostenuto dalla Fondazione Airc, pubblicato sulla rivista ‘Annals of Oncology‘.
I ricercatori hanno analizzato, per il quindicesimo anno consecutivo, i tassi di mortalità per tumore nell’Unione Europea e nel Regno Unito, esaminando separatamente i tassi di mortalità per tumore dello stomaco, colon-retto, pancreas, polmone, mammella, utero (compresa cervice), ovaio, prostata e vescica, e i tassi di mortalità per leucemie, per entrambi i sessi. Sono stati raccolti i dati di mortalità dai database dell’Organizzazione mondiale della sanità e delle Nazioni Unite, relativi al periodo 1970-2020. Le stime si sono dimostrate affidabili nel corso degli anni. Nei Paesi dell’Unione Europea si prevede che si passerà da 125/100mila casi nel 2020 a 121/100mila nel 2025 per gli uomini, e da 80/100mila a 79/100mila per le donne. In totale si stima che nel 2025 circa 1.280mila persone moriranno di tumore in Europa, tra cui circa 176mila in Italia. Nel nostro Paese il tasso di mortalità per tutti i tumori diminuirà sia per gli uomini, passando da 112 nel 2020 a 96/100mila nel 2025, che per le donne, passando da 75 a 71/100mila.
Secondo le stime dei ricercatori, dal 1988 al 2025 nell’Ue si sono evitati 6,8 milioni di decessi per tutti i tipi di tumore (4,7 milioni negli uomini e 2,1 milioni nelle donne), ipotizzando che i tassi di mortalità rimanessero costanti rispetto a quelli del 1988. Tuttavia, a causa del crescente numero di anziani nella popolazione, il numero di decessi per tumore aumenterà da 671.963 nel 2020 a 709.400 nel 2025 tra gli uomini in Europa e e da 537.866 a 570.500 tra le donne. In Italia, invece, il numero di decessi passerà da 97.866 a 94.740 per gli uomini e da 79.991 a 81.740 per le donne.
Gli epidemiologi coordinati da Carlo La Vecchia, professore di statistica medica ed epidemiologia all’Università Statale di Milano, ritengono che un motivo per l’aumento dei tassi di mortalità per tumore della mammella tra le pazienti più anziane nell’Unione Europea possa essere dovuto alla mancanza di screening regolari e di diagnosi tempestive per le donne ultraottantenni, che hanno, quindi, anche minore probabilità di ricevere i trattamenti più innovativi. “Le donne anziane non sono incluse nei programmi di screening e probabilmente, rispetto alle donne più giovani, hanno minore giovamento dagli importanti progressi nella diagnosi e nella gestione del tumore della mammella, compresi i miglioramenti nella chemioterapia, nella terapia ormonale e nell’immunoterapia che include il trastuzumab e i farmaci similari, ma anche nella radioterapia e nella chirurgia”, osserva La Vecchia.
L’aumento della prevalenza di sovrappeso e obesità osservato negli ultimi decenni nella maggior parte dell’Europa settentrionale e centrale ha portato ad un aumento del rischio di cancro al seno. Questo fenomeno, però, non è stato controbilanciato da un miglioramento della diagnosi e della gestione della malattia nelle donne anziane e, di conseguenza, potrebbe spiegare l’aumento della mortalità stimato. Il gruppo di ricercatori prevede una diminuzione dei tassi di mortalità per tumore della mammella a tutte le età pari al 3,6% nell’Unione Europea e allo 0,8% in Italia nel 2025 rispetto al 2020. Il tasso di mortalità standardizzato per età è 13,3 per 100mila donne europee (per un totale di 90.100 decessi) e di 14 per 100mila donne in Italia (per un totale di 13.660 decessi).
“Stimiamo che tra il 1989 e il 2025 siano stati evitati 373mila decessi per tumore al seno nell’Ue – continua La Vecchia – . La maggior parte di questi decessi evitati è dovuta al miglioramento della gestione della malattia e all’introduzione di innovazioni terapeutiche, ma il 25-30% è probabilmente attribuibile a una maggiore diffusione della diagnosi precoce e del programma di screening. Poiché oggi questo tumore può essere curato efficacemente grazie ad approcci innovativi, è essenziale che tutte le pazienti alle quali viene diagnosticato vengano indirizzate a centri oncologici in grado di offrire tutte le terapie necessarie. Inoltre, come indicato dagli andamenti sfavorevoli per le donne ultraottantenni, il controllo del sovrappeso e dell’obesità rimane una priorità, non solo per le malattie cardiovascolari, ma anche per i tumori”.
“Il fumo – spiega Eva Negri, docente di epidemiologia ambientale e medicina del lavoro dell’Università di Bologna e co-leader della ricerca – rimane di gran lunga la principale causa nota di tumore del pancreas, causando dal 20 al 35% dei casi in varie fasce di età, a seconda delle diverse abitudini di fumo. Il diabete, il sovrappeso che portano allo sviluppo della sindrome metabolica sono responsabili di circa il 5% dei tumori al pancreas in Europa. Questo aspetto sta diventando sempre più importante a causa della crescente prevalenza dell’obesità, ma il controllo e la prevenzione del fumo rimangono la priorità per il controllo anche del tumore del pancreas”.
Il tumore del polmone rappresenta la principale causa di morte per cancro tra gli uomini in Europa (151mila casi) e in Italia (19.600 casi). Nel nostro Paese , così come in Europa, il tumore al seno è la prima causa di morte per cancro fra le donne italiane. Tuttavia, si stima che nel 2025 il tasso di mortalità per il tumore del polmone supererà quello della mammella.
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