L’Italia affronta la seconda ondata delegando alle regioni i nuovi provvedimenti di chiusura. Attivi coprifuoco in Lazio, Lombardia e Campania
Niente lockdown generale, dalle misure adottate nell’ultimo Dpcm dal presidente Giuseppe Conte sembra evidente che l’Italia affronterà la seconda ondata con decisioni ad hoc per il singolo territorio. Una modalità che va a riversare molte responsabilità sulle Regioni e sui sindaci delle città. «Così l’economia non si arresta», ha ribadito più volte Conte.
«Il tema delle competenze, della ripartizione dei poteri, del Titolo V che assegna alle Regioni la gestione della sanità, è un problema che dovremmo affrontare, ma non oggi. Ora bisogna lavorare insieme», ha aggiunto Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, intervenuta su Radio 24. «Facciamo questo sforzo una seconda volta, ognuno metta da parte le “magliette” e si lavori a testa bassa in uno spirito di cooperazione. Arriverà il momento delle nuove divisioni e di un confronto sulle responsabilità, non sulle colpe».
Nel decreto si ricorda che «Regioni e sindaci potranno inasprire le misure imposte dal Dpcm se necessario», e i dirigenti non si sono fatti attendere. Le regioni più colpite dalla seconda ondata hanno già messo in atto nuove chiusure, con l’obbiettivo di arrestare la «crescita esponenziale» di queste ore.
Arrivata l’ordinanza firmata da Nino Spirlì e anche la Calabria introduce il coprifuoco dalle 24 alle 5. Didattica a distanza generalizzata per gli studenti di medie e superiori, ma non si esclude l’estensione anche a scuole primarie e asili. Limitazioni anche per i parenti di persone degenti in ospedale, rsa e ambulatori, che non potranno entrare a fare visite. Riduzione anche per le visite specialistiche non urgenti.
In Campania è scattato il coprifuoco imposto dal governatore Vincenzo De Luca. Dalle 23 alle 5 di mattina è previsto il blocco di tutte le attività e della mobilità, salvo comprovate esigenze di lavoro o di salute. Sono tornate le autocertificazioni che durante il lockdown generale permettevano di circolare, ora necessarie durante la notte. Bloccati anche gli spostamenti non giustificati tra province, con l’esclusione di ragioni lavorative, sanitarie, scolastiche, assistenziali e di approvvigionamento. Previsto l’invio di 100 militari da parte del Ministero dell’Interno per supportare il rispetto delle regole.
Nel Lazio il coprifuoco è invece scattato dalle 24 alle 5 del mattino. Da lunedì invece è introdotta la didattica a distanza al 50% per i ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori e al 75% per gli universitari. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha inoltre annunciato la chiusura delle vie della “movida” capitolina. Dalle 21 alle 24 fino al 13 novembre chiuse Campo de’ Fiori, piazza Trilussa, via del Pigneto, piazza Madonna de’ Monti e via Pesaro.
Nella Regione governata da Giovanni Toti dal 26 ottobre al 13 novembre almeno la metà di tutte le classi secondarie di secondo grado (ad esclusione delle prime) dovranno effettuare lezioni a distanza a rotazione. Nello stesso lasso di tempo previsti anche: divieto di manifestazioni pubbliche e private; divieto di assembramento; attività di sale gioco, scommesse e bingo consentite dalle 5 alle 18; chiusura dei centri culturali e sociali e dei circoli ludico-ricreativi, consentendo esclusivamente dalle 5 alle 24 i servizi di bar e ristorazione (in questi centri e circoli sono anche vietati la consultazione dei giornali e il gioco delle carte).
In Lombardia il coprifuoco è cominciato, dalle 23 alle 5, dopo la firma del governatore Attilio Fontana. Chiusi nel weekend tutti i centri commerciali non alimentari, mentre rimangono aperti supermercati e negozi di prima necessità. Sulla possibilità che Milano, in forte disagio nell’attività di tracciamento da qualche giorno e con 1.400 contagi totalizzati in 24 ore, diventi “zona rossa” si è espressa Zampa. «Al momento non sussistono le condizioni» ha specificato, sottolineando che il sindaco Beppe Sale sta monitorando la situazione molto da vicino.
In Piemonte per ora Alberto Cirio ha escluso la possibilità di un coprifuoco. Ha stabilito, però, lo stop di tutti i locali a mezzanotte e la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana. Obbligo anche di tutte le classi superiori, a esclusione delle prime, per la didattica a distanza almeno il 50%, presenti alternativamente in aula.
Da lunedì 26 didattica a distanza anche in Puglia. Ad annunciarlo il governatore Michele Emiliano: «Per tenere più bassi i numeri stiamo chiedendo un sacrificio alle scuole: abbiamo chiesto per le ultime tre classi superiori». La misura è stata adottata in attesa dei dati sulle linee di trasporto che, secondo le scuole, sono sovraccariche e richiedono più mezzi. «Dopo aver riorganizzato il rapporto tra scuole e vettori del trasporto sarà poi riattivata la didattica in presenza», assicura Emiliano.
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