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Benessere 23 Luglio 2018

Respirazione, 5 consigli per combattere il caldo e regolarsi con le alte temperature

Caldo e inquinamento sono due aspetti diversi del problema salute, ma possono avere effetti sinergici. Basti pensare che l’alta temperatura abbatte le performance di un individuo normale mediamente del 20%. Ma tale percentuale aumenta, sino anche a triplicarsi, nei casi di soggetti più fragili: pazienti respiratori, cardiopatici o con patologie invalidanti. Questi, durante i periodi […]

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Caldo e inquinamento sono due aspetti diversi del problema salute, ma possono avere effetti sinergici. Basti pensare che l’alta temperatura abbatte le performance di un individuo normale mediamente del 20%. Ma tale percentuale aumenta, sino anche a triplicarsi, nei casi di soggetti più fragili: pazienti respiratori, cardiopatici o con patologie invalidanti. Questi, durante i periodi più caldi, si trovano in serie difficoltà nello svolgere qualsiasi tipo di attività, anche quelle relative alla vita di tutti i giorni.

«In questi periodi i soggetti più esposti a rischio – spiega il Professor Roberto Dal Negro, pneumologo e responsabile CESFAR, Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria con sede a Verona – sono gli asmatici, i broncopneumopatici cronici, i pazienti cardiaci, i diabetici, gli insufficienti renali, i neoplastici, perché già fortemente limitati dalle loro patologie di base».

Ozono e caldo possono essere un’accoppiata molto pericolosa: ecco cinque consigli validi del professor Dal Negro per tutti –  soprattutto bambini, anziani, donne in gravidanza e soggetti a rischio – per combattere il caldo senza compromettere la salute.

1) Evitare le attività ad elevato dispendio energetico nelle ore più calde della giornata. Preferire la mattina presto o il tardo pomeriggio, evitando accuratamente la fascia oraria 12-15. Un discorso che deve essere valido per tutti, ma soprattutto per i soggetti più fragili.

2) Bere molto, almeno un paio di litri al giorno. Si consideri, però, anche il livello di sudorazione e lo sforzo quotidiano.

3) Mangiare cose leggere, sia a pranzo che a cena. Ogni volta che uno si appesantisce, infatti, aumenta la richiesta energetica e quindi la fatica. Attenzione, quindi, sia alla quantità che alla tipologia di ciò che mandiamo: meglio frutta e verdura. Da evitare anche le bevande ricche di zuccheri e alcoolic.

4) Massima attenzione nell’aderenza alla terapia di base, qualora si tratti di soggetti a rischio.

5) Attenzione alle vacanze nelle località marine, montane, lacustri più rinomate, perché di solito queste risultano le più inquinate da traffico veicolare e inquinanti ambientali. In generale, nessuna di queste scelte vacanziere è dotata di un potere terapeutico intrinseco. I pazienti respiratori o cardio-respiratori possono villeggiare ovunque. Devono fare esercizio fisico, ma proporzionato alla loro condizione patologica. Muoversi è importante, ma è altrettanto importante proporzionare lo sforzo alla propria realtà. Quindi, evitare escursioni di cui non si conosce la difficoltà e, comunque, rallentare o fermarsi quando insorge una dispnea evidente. Quindi, libertà di scelta, ma la scelta deve essere razionale e consapevole.

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