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Nutrizione 7 Gennaio 2019

Rientro a scuola con qualche chilo in più? Ecco i suggerimenti dei pediatri

La Befana è volata via con la sua scopa e con lei sono finite le vacanze di Natale. I giorni di festa hanno portato ai bambini i regali ma anche qualche chilo di troppo. Merito (o colpa) dell’alimentazione sregolata di queste due settimane di festività. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce utili […]

La Befana è volata via con la sua scopa e con lei sono finite le vacanze di Natale. I giorni di festa hanno portato ai bambini i regali ma anche qualche chilo di troppo. Merito (o colpa) dell’alimentazione sregolata di queste due settimane di festività.

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce utili consigli per tornare sui banchi in forma e per “rimettere in sesto” l’intestino del bambino. L’alimentazione, spiegano gli esperti della SIPPS, deve essere reimpostata sulla base dei quattro pasti principali, dicendo ‘no’ ai digiuni forzati, ma con una ripresa progressiva dell’attività motoria e una cura nella preparazione dei pasti.

Quali sono, allora, i provvedimenti più indicati per aiutare il bambino a stare meglio? «Seguire un’alimentazione semplice è la prima cosa- afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS -, non necessariamente “in bianco”, ma caratterizzata da piatti poco conditi ed elaborati: spaghetti al pomodoro, bistecca o pesce ai ferri, oltre a pasta e fagioli e minestrone. Il giusto equilibrio tra alimenti animali e vegetali è fondamentale: sì a frutta e verdura in tavola e se proprio non fossero graditi al bambino possono essere proposti succhi e centrifugati, preparati in casa e consumati al momento».

Attenzione, poi, alle quantità dei pasti consumati nell’arco della giornata. «In presenza di disturbi – aggiunge il Dottor Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di Lavoro per il sostegno alla genitorialità della SIPPS – è meglio che siano leggeri e frequenti piuttosto che radi e abbondanti. I grassi devono essere consumati in quantità ridotte per una questione calorica, perché rallentano e appesantiscono la digestione. Se poi l’assunzione di latte dovesse causare meteorismo o diarrea, la motivazione potrebbe essere legata a un deficit anche estemporaneo di lattasi, l’enzima che degrada il lattosio in due zuccheri semplici e più facilmente digeribili – prosegue il medico – . In questo caso si può fare ricorso ad un integratore alimentare a base proprio di questo enzima. Se i disturbi dovessero persistere e insinuare il sospetto di una reale intolleranza al lattosio, si può eseguire uno specifico test per la sua conferma».

«Inoltre,  – continua l’esperto – non dimentichiamo l’importanza dell’attività fisica, vero e proprio stimolo favorevole sulla motilità del tubo digerente, e l’assunzione di preparati probiotici, utili a ripristinare un assetto equilibrato della microflora intestinale. Infine, se si è stravolto il ritmo sonno-veglia sarà opportuno un recupero graduale degli orari tradizionali» conclude.

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