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Uno studio pubblicato su JAMA Neurology identifica nelle varianti di perdita di funzione del gene MC1R un possibile modificatore della progressione della malattia. Nei portatori il declino motorio è circa il 30% più rapido e arriva al 50% in una seconda coorte
Un’analisi di quasi 500mila cellule dell’ippocampo umano individua una possibile alterazione della neurogenesi nella depressione maggiore. Il risultato potrebbe aiutare a comprendere meglio alcuni sintomi cognitivi del disturbo
L'analisi del Global Burden of Disease 2023 su The Lancet Public Health: le donne rappresentano il 55% delle persone esposte. Il rischio è associato a un carico di malattia paragonabile a quello di altri importanti fattori di rischio
Analizzate oltre 5mila proteine in 273 bambini e adolescenti. Identificate sei firme proteiche associate, negli adulti, a diabete tipo 2, malattie cardiovascolari, steatosi epatica, apnea del sonno e mortalità.
I ricercatori: classificare l'infezione solo sulla base dell'emocoltura non restituisce la complessità dell'evoluzione clinica
Uno studio sui soccorritori dell’11 settembre mostra un’associazione tra condizioni ambientali sfavorevoli, fragilità e disturbi psicologici. Il verde urbano sembra invece associato a un rischio più basso.
Una grande coorte norvegese ha seguito oltre 204mila bambini: il rischio complessivo non aumenta, ma resta un segnale da approfondire sullo sviluppo del linguaggio
Uno studio su 1.793 ragazzi in Germania ha confrontato la terapia cognitivo-comportamentale con l’educazione ai media: il beneficio emerge soprattutto nei giovani più vulnerabili
A 6, 9 e 12 mesi i neonati hanno mostrato sorpresa quando un adulto ignorava il pianto di un bambino. Le aspettative risultavano meno marcate in presenza di più sintomi depressivi materni.
Uno studio pubblicato su JAMA Network Open evidenzia un divario di quasi 14 anni rispetto alla popolazione generale e segnala diverse cause di morte potenzialmente prevenibili.
Una ricerca su 345 giovani donne segnala irritazione, secchezza e alterazioni delle ghiandole di Meibomio tra le utilizzatrici abituali
L’ADHD è associato a una maggiore frequenza di problemi gastrointestinali. Una revisione su oltre 1,9 milioni di persone rileva quasi il doppio delle probabilità di stitichezza e un aumento del 58% per l’intestino irritabile.
Uno studio osservazionale condotto su 1.997 adulti rileva un'associazione tra la preferenza per le ore serali, temperamenti depressivo, ansioso, irritabile e ciclotimico e maggiori difficoltà nella regolazione delle emozioni
Uno studio dell’Università di Copenaghen mostra che anche psichiatri esperti possono interpretare diversamente gli stessi sintomi. Per i ricercatori servono categorie più precise.
Uno studio internazionale pubblicato su Nature ha analizzato centinaia di genomi tumorali per capire perché alcuni tumori prostatici restano indolenti mentre altri sviluppano metastasi
Una grande analisi della UK Biobank collega l’esposizione alla luce durante la notte a modificazioni precoci del cuore e a un maggiore rischio cardiovascolare negli anni successivi
Studio nazionale su 1.464 episodi di streptococco in 1.187 bambini: complicanze rare (0,5%), ma solo metà delle terapie aderisce alle linee guida
Il registro ReN&IS, attivo dal 2022 in 20 centri italiani, raccoglie per la prima volta dati real-world sui disturbi centrali di ipersonnolenza
Uno studio italiano su 314 pazienti con tumore della mammella, della prostata e della testa-collo individua nel MicroVascular Health Score un possibile nuovo parametro per prevedere la tossicità acuta del trattamento
Uno studio UNIBA pubblicato su Nature Communications analizza oltre 1.200 persone e identifica due modalità di risposta cerebrale alla ricompensa associate a una diversa sensibilità ai farmaci dopaminergici.
Al Congresso ESC 2026 BMS ha presentato i dati a cinque anni dello studio EXPLORER-LTE, che confermano benefici duraturi di mavacamten nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva sintomatica, insieme a nuove evidenze real-world dello studio globale COLLIGO-HCM, che rafforzano i dati di efficacia e sicurezza nella pratica clinica
Uno studio del MIT mostra che brevi impulsi di rumore rosa sincronizzati con le onde lente del sonno possono aumentarne l'ampiezza e potenziare le onde del liquido cerebrospinale.
Uno studio su 2.603 donne seguite fino a 18 anni associa la menopausa anticipata a un più rapido declino cognitivo, a maggiori alterazioni della sostanza bianca e a una diagnosi più precoce di Alzheimer.
Una grande analisi della UK Biobank su oltre 107mila donne mostra un'associazione tra menopausa precoce e maggiore probabilità di sviluppare ipertensione, aprendo una nuova prospettiva sulla prevenzione cardiovascolare femminile
Uno studio francese mostra che 12 settimane di utilizzo di una cintura lombare morbida, aggiunta alle cure standard, migliorano dolore e funzionalità.
I risultati degli studi di Fase III OBERON e TITANIA, presentati al Congresso ERS 2026, mostrano un’importante riduzione delle riacutizzazioni moderate e gravi della BPCO con tozorakimab, indipendentemente dai livelli di eosinofili nel sangue e dallo status di fumatore
In uno studio, la ketamina ha prodotto un miglioramento maggiore del sedativo di controllo: il 35% dei pazienti ha dimezzato i sintomi contro l’11,8%. Il beneficio è però risultato temporaneo.
Uno studio dell’Accademia Cinese delle Scienze mostra che ascoltare musica dopo uno stress acuto accelera il recupero, modificando la comunicazione tra specifiche aree cerebrali.
Studio UNICAM pubblicato su Alzheimer’s & Dementia: nelle persone con Alzheimer l’ampiezza delle oscillazioni ultra-lente dell’attività cerebrale durante il sonno NREM è risultata ridotta rispetto ai soggetti cognitivamente sani. Il segnale potrebbe diventare in futuro un potenziale biomarcatore digitale, monitorabile anche a domicilio attraverso l’EEG
Un’analisi su oltre 3.700 accessi ospedalieri mostra quanto smartphone, social e altre esperienze online siano ormai presenti nelle emergenze di salute mentale in età pediatrica